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DOPO IL VOTO/ Barcellona: tre linee di frattura minacciano l'Italia

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2. La seconda frattura per certi versi è ancora più grave. Si tratta del formarsi di uno spirito nordista che aspira a fare delle tre regioni del Nord un vero e proprio territorio da annettere all’Austria e alla Germania, liberandosi della zavorra del Sud. L’alleanza tra Berlusconi e la Lega ha rilanciato quel mostruoso processo di secessione che per tanti anni ha minacciato l’unità del paese e ha provocato sacche di corruzione inaccessibili a ogni tipo di vigilanza. In questo risultato nazionale pesa, infatti, moltissimo l’effetto delle maggiori regioni del Nord che hanno seguito l’istinto della più brutale avidità nella corsa ad accaparrarsi le risorse pubbliche. La questione settentrionale, che è stata tanto evocata da importanti intellettuali italiani, ha avuto solo l’effetto di riproporre un dualismo sociale e culturale che si è manifestato in una continua accentuazione dei toni di sprezzante colpevolizzazione adoperata verso le popolazioni meridionali. Non è un caso, com’è stato sottolineato, che nella campagna elettorale non si è ascoltata nessuna parola rivolta agli elettori meridionali che provasse a capirne la disperazione e la rabbia.  

3. La terza frattura, che per certi versi attraversa anche le altre, è tra chi continua a ritenere non inutile la forma destra-sinistra e chi cerca di appiattire tutto il problema del governo in una pura amministrazione contabile. Contrariamente a quanto alcuni intellettuali anche illustri hanno scritto, esistono le condizioni materiali per individuare una sinistra forse priva di consapevolezza politica, ma effettivamente oggetto di sfruttamento e sopruso. Tutto il mondo del lavoro, autonomo e dipendente, il mondo della forza lavoro non occupata, le donne e gli anziani, subiscono un’esclusione sociale dall’accesso ai beni e alla vita pubblica che ci fa tornare indietro nella scala della civiltà. Esiste una destra di professionisti che sfuggono alle tasse, che non danno ricevuta, che elevano le loro parcelle e le loro tariffe senza alcun riguardo alla condizione reale dei propri utenti. Ci sono enormi pezzi di borghesia di rendita che si limita a sprecare, per i propri consumi lussuosi, tutto ciò che sottrae all’attività produttiva. La questione della rendita sommata all’evasione fiscale costituisce da sempre un grande problema del nostro paese e rappresenta il nocciolo duro del consenso berlusconiano che cerca alleanze al Nord con le forme più spregiudicate dell’egoismo padano. 

La composizione e scomposizione che, nel corso di una campagna elettorale, determina i movimenti delle tre fratture, chiarisce perché il problema del nostro paese è oramai quello della consistenza effettiva di una visione nazionale. Dopo questo catastrofico risultato elettorale si potrebbe dire che è stato inconsapevolmente celebrato il funerale dell’unità del nostro paese. Le urla di Grillo che vibrano nelle orecchie di tanti italiani e cha raggiungono persino le orecchie degli elettori siciliani non esprimono purtroppo nessuna linea di unificazione del paese. Il Sud continua a piangere sulle proprie miserie e il Nord continua ad accusarlo di parassitismo e di scarso amore per il lavoro.


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