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Politica

DOPO IL VOTO/ Barcellona: tre linee di frattura minacciano l'Italia

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Berlusconi nasconde sotto il suo prezioso mantello di superman gli interessi più loschi di quella borghesia italiana e di quel ceto medio che sognano soltanto di non pagare più nessuna tassa e di continuare a sfruttare tutto ciò che lo Stato di fatto fornisce loro fra infrastrutture e servizi. Monti e il montismo, a parte l’indecenza di vecchie candidature centriste, cerca di trasmettere al paese l’idea che soltanto chi parla l’inglese e indossa uno smoking ha il diritto di parlare in Europa, cantilenando con una cadenza da litania mortuaria le sue cifre che mettono al sicuro i soldi dello Stato. 

Bersani ha fatto sicuramente uno sforzo immane per ridare al suo partito una fisionomia più incisiva che in passato e si è posto di fronte agli elettori con spirito di verità e serietà, ma dovrebbe anche riconoscere di non aver colto la profondità dei mali di questo paese e  di non aver saputo segnare un punto di svolta e di discontinuità rispetto all’esperienza precedente. È rimasto intrappolato dentro le suggestioni montiane e dentro il coro della stampa italiana, che sin dall’inizio della campagna elettorale voleva Monti al governo. Il più grave errore di Bersani è stato quello di non interpretare come andava fatto il successo di Renzi, lasciando a casa non pochi dei capilista e dei fuori regola che sono stati ripresentati alle elezioni. I discorsi che si sono ascoltati per lo più hanno affrontato il tema dell’Europa, così come Scalfari aveva scritto, quasi che si trattasse di un referendum sul restare dentro l’Unione europea o venirne fuori. Non si è capito che l’Europa è ormai un mondo lontano e ostile. E quando Bersani ha provato a scendere nei dettagli delle sue proposte concrete, non è riuscito a trasmettere il carattere complessivo di una cornice che consente di riconnettere i vari tasselli. Cercando di dare molte risposte a molti problemi spesso ha riprodotto la frantumazione di una società che ha bisogno di un nuovo collante ideale. 

Dire che il paese a questo punto appare ingovernabile è poco rispetto all’impressione deprimente che la campagna elettorale ha lasciato agli italiani. Il ruolo dei giornali e della televisione non ha certo impedito lo scivolamento della campagna elettorale in  uno spot pubblicitario e in uno spettacolo di intrattenimento. Per fare una battuta, penso che Fazio invitando Crozza a Sanremo abbia fatto un enorme regalo a Berlusconi. Il domani è sicuramente denso di nebbia ma bisogna sperare sempre che il vento la porti via. 

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