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NAPOLITANO/ L'Italia non è allo sbando nessun pericolo contagio in Europa

Nessun pericolo di contagio greco in Europa da parte dell'Italia. Giorgio Napolitano incontra il ministro delle finanze tedesco e spiega che il nostro paese non è allo sbando

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Nessuna Italia allo sbando. Lo dice il presidente della Repubblica, reagendo alle voci allarmate che si sono diffuse in Europa dopo il risultato elettorale. Lo ha fatto stamane nel corso della sua visita in Germania che dura da qualche giorno: ha incontrato il ministro delle finanze tedesco e ha voluto rassicurarlo. La situazione è difficile, ha detto, ma c'è ancora un governo in carica. In oltre non esiste il rischio di un contagio italiano nei confronti dell'Europa come aveva detto lo stesso ministro tedesco. "L'Italia non è senza governo in questo momento. Il governo Monti tuttora in carica rappresenterà l'Italia al consiglio europeo di metà marzo. Non c'è un'Italia alla sbando" ha detto Napolitano. Il capo dello Stato è voluto anche tornare sul clamoroso rifiuto di partecipare ieri sera a una cena con il segretario del politico socialista ed ex ministro delle finanze  Peer Steinbrueck. Il politico tedesco aveva infatti detto di essere rimasto esterrefatto per la vittoria di due clown, riferendosi a Berlusconi e a Grillo. Napolitano ha detto stamane che si è trattar di uno spiacevole imprevisto: "sono venute meno le condizioni per un incontro che avevamo preventivato, volendo io sentire anche la voce dell'opposizione. Ognuno è libero di pensare dentro di sè quello che crede, ma quando si parla di cose che riguardano di libere elezioni bisogna essere molto ponderati nei giudizi e non deve mai venire un rapporto di rispetto fra Paesi amici". Ai giornalisti che gli hanno chiesto se  previsto una accelerazione dell'iter di formazione del nuovo governo, Napolitano ha detto che ci sono dei tempi che per legge vanno rispettati. Al momento, ha detto, non sono neppure stati proclamati ufficialmente gli eletti in Parlamento. Dopo di che andrà fatta la verifica delle posizioni dei candidati eletti in parlamento ed entro venti gironi dalla data delle  elezioni si riuniranno le nuove Camere. La data fissata  infatti quella del 15 marzo. Dunque nessuna accelerazione: " Si devono costituire i gruppi parlamentari perché io possa consultarli, non vedo possibilità di accelerazione".