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SONDAGGIO ELEZIONI/ Caldarola: la strategia comune anti-Monti penalizza Bersani

Pubblicazione:lunedì 4 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 4 febbraio 2013, 8.40

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

È evidente che Bersani sia preoccupato di una simile situazione. Questa campagna elettorale si sta svolgendo attraverso una sorta di accerchiamento nei confronti del centrosinistra. Mario Monti sta praticamente smentendo quello che ha fatto in questi tredici mesi, parlando di un alleggerimento della pressione fiscale. Sta ripensando alle sue scelte sulle tasse, alla politica del rigore. Di fronte a questo uno si chiede legittimamente: ma perché le ha fatte allora? Ora, poiché il partito di Silvio Berlusconi si è già dissociato dalle scelte del “governo dei tecnici”, poiché nella sinistra antigovernativa Monti è già un nemico da battere, Bersani vede il rischio di restare con il “cerino in mano”, cioè l’unico che ha difeso la linea del Governo Monti.

Silvio Berlusconi dice che vuole ripagare gli italiani per l’Imu. Ma poi c’è anche Antonio Ingroia che incalza sulla sinistra, nell’area del giustizialismo.
Credo che Berlusconi abbia tirato fuori l’ultima carta e continui nella sua parte. Non so fino a che punto possa arrivare. Ingroia invece è certamente un problema che sta creando contraddizioni sulla sinistra e sta creando problemi anche nella magistratura. Con la sua candidatura, ha cercato di sopperire al fallimento storico di Antonio Di Pietro. Ma c’è un altro fatto che si sta verificando. Mai come in questo periodo l’ala della magistratura più interventista è diventata debole e minoritaria all’interno della stessa magistratura. E così Ingroia, per sintetizzare, la butta in politica.

Ma a quale disegno corrisponde questo accerchiamento nei confronti del centrosinistra di Bersani?
Da parte dei centristi di Mario Monti è soprattutto un disegno di condizionamento. Ma nei termini in cui sta avvenendo, con la situazione che gli italiani vivono, con gli umori che si colgono, è un disegno a mio avviso pericoloso soprattutto se si guarda alla governabilità del Paese.

Si possono azzardare delle previsioni in questo clima generale?
Le previsioni sono veramente difficili. Anche se vedo che il centrosinistra al momento regge, con i toni di Bersani, la collaborazione che offre Matteo Renzi e anche quella di Nichi Vendola. Non mi pare che la lista di Mario Monti abbia capacità di espansione oltre quella che le danno i sondaggi, che nell’ultimo ragguaglio lo vedono pure in lieve calo. Il centrosinistra alla fine potrebbe farcela, magari aiutato anche dal ragionamento di molti elettori sul senso del “voto utile”. Voglio dire che se si accorciasse ancora la divaricazione tra centrodestra e centrosinistra, anche un potenziale elettore di Ingroia potrebbe ripensarci.

C’è poi la stessa incertezza dei sondaggi.
Non c’è dubbio. Difficile darle un peso scientifico. Mi dicono che vengono fatte su utenze fisse e quindi sarebbe tagliata fuori una parte importante e decisiva del Paese. Può anche darsi che si arrivi a sorprese, ma non c’è dubbio che i sondaggi hanno un peso mediatico, che alcuni, Berlusconi ne è l’esempio, sanno usare molto bene. Non si può essere ottimisti, ma poi occorre anche avere un minimo di speranza perché si riesca a trovare una soluzione.

(Gianluigi Da Rold)



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