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ELEZIONI 2013/ Esiste veramente il voto "utile"?

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E’ scandaloso che i leader dei due maggiori schieramenti, Berlusconi e Bersani, abbiano questa strana concezione di voto “utile”. Certo un voto dato così sarebbe utile a loro, non ai cittadini.

Chi li seguisse commetterebbe due errori: anzitutto dovrebbe votare per chi, avendo già governato nel recente passato, ha dato ampia prova di non essere fedele agli impegni e alle promesse fatte e, in secondo luogo, contribuirebbe a perpetrare quel bipolarismo muscolare e litigioso che ha spaccato il Paese per vent’anni, contribuendo ad aggravare la situazione in cui siamo.

Ma farebbe un terzo e, forse, più grave errore: renderebbe il popolo sempre più massa di tifosi, incrementando l’astensionismo e la disaffezione per la politica, quella “forma elevata di carità”, come la definiva Paolo VI, che dovrebbe avere come obiettivo la ricerca e l’attuazione del bene comune, cioè di un bene diffuso, che non può essere solo quello di una metà del Paese.

Chi mi conosce sa come la penso. Dico la verità:  io voterò come ritengo meglio e mi auguro che facciano così tutti. Proprio per questo voterò non un voto “utile” a Berlusconi o a Bersani, ma voterò convinto per chi è davvero “moderato”, che saprà farsi aiutare da altri “moderati” degli altri partiti a rendere più moderata la nostra politica. Moderata, non conservatrice; moderata, cioè capace di ricercare il bene comune, che non può essere quello di una sola parte.

Votate come credete, ma votate convinti, con il desiderio non di far vincere chi vuole vincere, ma col desiderio di far vincere chi, con serietà, vuole cercare il meglio, quel “meglio” che è tale nella realtà dei fatti, anche se non corrisponde all’ “ottimo” che è nei nostri sogni.

 

(Luigi Patrini)



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