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ELEZIONI/ Rondolino: se Berlusconi e Monti continuano ad attaccare, Bersani "scoppia"

Grillo? Sarà intorno al 20%. Monti stringe Bersani da destra, mentre Vendola e Ingroia attaccano il Pd da sinistra. “C’è aria di grandi sorprese” dice FABRIZIO RONDOLINO

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Il crollo della Borsa di ieri, un secco -4,5 percento del Ftsi Mib rispecchia forse tutte le incertezze che si vivono in questo momento nell’Italia che sta entrando nella fase calda della campagna elettorale. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena e le inchieste che si allargano ad altre banche per “l’abuso” di derivati. Il pessimismo che quasi si respira per le strade delle grandi città italiane, dove se entri in un negozio per i “saldi”, quasi ti abbracciano e ti ringraziano per la visita e per l’ eventuale acquisto. E sopra tutto il dibattito politico, con i toni sempre più accesi, con parole e promesse spesse dette in libertà, ma con una determinazione nell’attaccare che lascia quasi esterrefatti. Domenica Silvio Berlusconi promette la restituzione, anche cash, dell’Imu. Lunedì il professor Mario Monti risponde per le rime, come cerca di fare Pier Luigi Bersani, ma che, per la storia senese, appare in difficoltà. Poi ci sono i sondaggi, con aggiornamenti continui e con una diversità di valutazione che inquietano: c’è chi parla di una forbice del 10 percento tra centrosinistra e centrodestra, ma c’è anche chi riduce il divario a 5 punti. Infine il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che, dopo qualche settimana di flessione, proprio con l’“affaire” Montepaschi ha ripreso quota fino a collocarsi al terzo posto e, secondo sondaggi disaggregati sugli “under 23”, i ragazzi italiani, futuro del Paese, Grillo sarebbe addirittura al primo posto. Il che, per la proprietà transitiva significherebbe che l’antipolitica diventa il futuro.

Più che mai doveroso chiedersi che cosa ci riserverà questo cruciale mese di febbraio dopo lo spoglio elettorale e che cosa ci riserverà la primavera annunciata dal mese di marzo.

Fabrizio Rondolino, bravissimo giornalista con una grande esperienza politica (faceva parte della squadra di Massimo D’Alema quando era a Palazzo Chigi) guarda con attenzione e lucidità quello che sta avvenendo in campagna elettorale. Rondolino vede un Bersani in difficoltà, mentre i protagonisti sembrano due: Silvio Berlusconi e Mario Monti “perché fanno una campagna d’attacco”.

È un giudizio di carattere mediatico oppure ha una valenza politica?
In una campagna elettorale come questa, con il clima che c’è in giro, non si può restare immobili o essere sbrigativi. Bisogna occupare la scena, fare proposte in tutti i casi. È questo che stanno facendo sia Monti che Berlusconi, mentre Bersani non può barricarsi, ad esempio dietro la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, sostenendo “noi non c’entriamo”. È una posizione difensiva che può risultare poco convincente.

Come tutti gli osservatori e gli analisti, in questo momento starà guardando l’oscillazione dei sondaggi settimanali. Come le sembrano?


COMMENTI
05/02/2013 - unità nazionale (luisella martin)

L'ipotesi, ultima dell'intervistato, di un governo di unità nazionale è l'unica auspicabile, non tanto per l'impossibilità di avere una maggioranza al Senato nel caso di vittoria della sinistra, ma perché solo in quel modo si potranno realizzare le riforme, sia che vinca Berlusconi, sia che vinca Bersani. Purtroppo però, se vince Bersani, ci vorranno mesi prima che il governo trovi strategie utili per l'immediato; nell'attesa di definire nei dettagli le proposte del sindacato, i lavoratori perderanno il posto e chiuderanno le fabbriche. Se viceversa dovesse vincere Berlusconi, dopo la prima iniezione di fiducia data dalla restituzione dell'IMU, il popolo riprenderebbe a sperare ed allora l'unità nazionale (l'apporto del lavoro costruttivo della sinistra) potrebbe davvero riportarci a galla fino alle prossime elezioni che porteranno al Parlamento giovani italiani non importa se di sinistra, di destra o di centro.