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TOTO-QUIRINALE/ D’Esposito (Il Fatto Quotidiano): il nuovo presidente? Cercate dalle parti di Mps…

Pubblicazione:martedì 5 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 5 febbraio 2013, 17.15

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Amato, il candidato prediletto di Napolitano, ritenuto, ai tempi, anche un’ottima scelta alternativa a Monti per Palazzo Chigi, è sempre stato attiguo all’establishment che ha governato la banca; Draghi era governatore della Banca d’Italia ai tempi in cui le operazioni che hanno portato all’attuale disastro furono effettuate. E, di recente, Tremonti lo ha accusato di esser sempre stato perfettamente a conoscenza di tutto quello che avveniva a Piazza Salimbeni; D’Alema ha difeso il partito, rivendicando che è stato proprio il Pd a cacciare Mussari. Salvo il fatto che lo stesso Mussari è stato piazzato in quel ruolo dal medesimo partito, mentre la sua punizione è consistita nella presidenza dell’Abi. Detto questo, resto convinto del fatto che lo scandalo condizionerà la scelta finale senza risulterà determinante.

No?

In Italia, tutto si accantona e si dimentica in fretta. Salvo che, in questo caso particolare, non ci siano risvolti penali in grado di trascinarsi nel tempo. Se non ci saranno, Draghi a Amato, sul fronte dell’affidabilità, continueranno a essere considerati le scelte migliori. In particolare, Amato resterà il favorito. Sarebbe accettato, infatti, da entrambi gli schieramenti. Da sempre ha entrature nella galassia del centrosinistra ma, contestualmente, mantiene un certo rapporto con Berlusconi, fin dai tempi di Craxi.

E D’Alema?

Mentre nella scorsa elezione partiva come favorito, attualmente può rappresentare, al massimo, il candidato da tirar fuori laddove il Parlamento dovesse arenarsi nelle trattative. Ha, tuttavia, scarsissime probabilità di essere eletto. Bersani è dato come vincitore. E non s’è mai visto, in Italia, il presidente del Consiglio e della Repubblica appartenere allo stesso partito.

Fino a poco tempo fa, in ogni caso, il favorito era considerato Romano Prodi


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