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TOTO-QUIRINALE/ D’Esposito (Il Fatto Quotidiano): il nuovo presidente? Cercate dalle parti di Mps…

Pubblicazione:martedì 5 febbraio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 5 febbraio 2013, 17.15

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Diverse circostanze han fatto sì che, con l’avvicendarsi dei settennati, ai presidenti della Repubblica andassero sempre più stretti gli argini che imponevano loro di limitarsi all’esercizio di una funzione puramente simbolica. Margini imposti, più che altro, dalla prassi e che, pur nel rispetto della Costituzione, sono stati, con Napolitano, definitivamente travalicati. Il presidente più interventista della storia, che si è servito dei cosiddetti poteri residui del re: un’ipotesi prevista dalla Carta, al di là del giudizio che chiunque può formarsi sul suo operato concreto. Sta di fatto che, con le prossime elezioni, difficilmente si tornerà indietro. Tanto più che quel contesto di estrema frammentazione e incertezza che aveva quasi obbligato il capo dello Stato a supplire a un vuoto politico potrebbe facilmente ripresentarsi. Per questo è importante capire chi potrebbe essere il prossimo inquilino del Colle. Lo abbiamo chiesto a Fabrizio D’Esposito, firma politica de Il Fatto quotidiano.

Dicono che, in via del tutto eccezionale, potrebbe esser chiesto a Napolitano di fermarsi un altro po’…

Già alcuni mesi fa si parlò del Napolitano-bis. Allora, Monti non era ancora sceso in campo, e si pensava all’attuale premier come ad una riserva della Repubblica da chiamare in caso di pareggio al Senato. Contestualmente, una delle ipotesi era, appunto, la rielezione di Napolitano. Magari, conferendogli un mandato “a scadenza”. Si immaginava che, dopo due anni, avrebbe potuto dimettersi. La politica è il regno del possibile, e l’ipotesi non si può escludere a priori. Tuttavia, le chance sono davvero basse.

Perché?

Non dimentichiamo, anzitutto, che sarebbe rieletto in prossimità degli 88 anni. Non è di certo l’età migliore per svolgere un incarico così delicato. Inoltre, in diverse occasioni, e da ultima nel corso del saluto di fine anno alle cariche più alte dello Stato, ha ribadito la volontà di non essere ricandidato. Infine, bisogna tener conto della prassi istituzionale secondo cui nessun presidente è mai stato eletto due volte.

Veniamo agli altri papabili

Il caso Mps, curiosamente, lambisce e incrocia i destini di tre possibili candidati. Mi riferisco a Giuliano Amato, Mario Draghi (entrambi, da tempo, in pole position per l’elezione) e Massimo D’Alema. Tutti e tre sono stati danneggiati dallo scandalo finanziario perché, in misura diversa, coinvolti.  

In che termini?


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