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SPILLO/ Bersani propone a Monti il patto degli "indiani"

Pierluigi Bersani (Infophoto) Pierluigi Bersani (Infophoto)

Ma la tribù di centrodestra non si da per vinta, anche se è percorsa da fremiti che non promettono niente di buono. Alla danza della morte intorno a sé ed al proprio capo non si rassegna, anche se due degli alleati mettono in discussione una delle sue promesse, il condono, e lo costringono a una correzione di rotta che sa tanto di retromarcia: il condono puzza troppo di premio all’illegalità per essere accettato tanto dai “Piedi verdi” padani del gran capo Bobo Maroni, quanto dai guerrieri guidati dalla coraggiosa squaw Giorgia Meloni, detta “Senza paura” per via del suo grido di guerra.
Berlusconi sente che comunque il trend della sua risalita continua, anche se forse le distanze non sono ancora strette come vorrebbe, e continua a sparare a zero sia su Monti che su Bersani, promette l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e mette a punto altri colpi a sorpresa come IMU e condono. Colpisce l’invito fatto a Oscar Giannino a farsi da parte per non disperdere i voti dei moderati, invito cordialmente respinto al mittente. E’ il sintomo che alcune situazioni, come la Lombardia e la Sicilia, decisive per il Senato, corrono davvero sul filo di una manciata di voti.
Con la mossa sulla restituzione dell’IMU ha riguadagnato il centro della scena e non intende affatto sottrarsi al privilegio di dettare l’agenda della campagna elettorale, in modo da lanciare i suoi uomini da una posizione di vantaggio nell’ultima battaglia

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