BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DIETRO LE QUINTE/ Polito: ecco la vera "trattativa" tra Monti e Bersani

InfophotoInfophoto

Rispetto ad allora, il consenso previsto dal centrosinistra non è più così netto da potersi permettere la sfiducia dell’Europa. Per intenderci, con cifre che avrebbero consentito di ottenere una maggioranza schiacciante, Bersani avrebbe potuto ipotizzare di incassare prima la vittoria e, solo in un secondo momento, di degnarsi di convincere gli attori internazionali. Ora è costretto a rassicurarli fin da subito. Alcuni fattori quali la rimonta di Berlusconi e di Beppe Grillo, o la presenza di Ingroia (che sottrae consensi a sinistra nonostante si pensasse che Sel avrebbe rappresentato un argine sufficiente per evitare l’emorragia) stanno mettendo in difficoltà il centrosinistra. Svanita l’illusione di una vittoria facile, l’unico modo per essere credibili, è avere un rapporto con Monti.

Quindi, il centro farà parte del prossimo governo?

Questo non possiamo ancora affermarlo con certezza, ma è possibile. Bersani, in tal senso, è stato molto cauto: non ha specificato se l’apertura riguarderà la coalizione di governo o le riforme.

Cosa farà Vendola?

Sel, a questo punto, non avrebbe più ragione di esistere: non è utile al Pd per evitare la perdita di voti a sinistra, né, ovviamente, per stringere l’accordo con i moderati. Il partito è comunque destinato a ridimensionarsi. E, in caso di accordo con Monti, inevitabilmente resterebbe fuori. Ovviamente, la questione non può essere posta, attualmente, in questi termini. L’alleanza tra Pd e Sel, infatti, è stata sancita da primarie cui hanno partecipato tre milioni di persone. Prima delle elezioni, quindi, nessuno abbandonerà il carro del vincitore. 

E dopo?

Se alcuni punti programmatici renderanno più vicini Monti e Bersani, invece che Bersani e Vendola (e sarà così), Pd e Sel si separeranno. Non c’è dubbio, tuttavia, che unire i progressisti per fare il pieno di voti di sinistra, e poi trattare con i moderati, rappresenti un’operazione sbagliata. Specialmente in questo caso. A sinistra si apriranno più fronti, mentre la capacità riformatrice del governo si ridurrà notevolmente. Non dimentichiamo che Sel, avendo fatto parte della coalizione vincente, avrà partecipato, alla Camera, alla distribuzione dei seggi in più previsti dal premio di maggioranza; passerebbe all’opposizione, quindi, con un peso decisamente superiore alla sua forza elettorale, e sarebbe in grado di condizionare pesantemente l’attività dell’esecutivo.

E’ possibile che tra Monti e Bersani sia già stato siglato un accordo di spartizione dei ministeri?