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DIETRO LE QUINTE/ Polito: ecco la vera "trattativa" tra Monti e Bersani

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Difficile. Se Monti avesse voluto semplicemente limitarsi a fare il ministro di Bersani, non sarebbe sceso in campo, e non avrebbe dato vita ad una lista. La sua ambizione iniziale era e resta quella di essere nominato nuovamente premier. Cercherà, quindi, di conquistare il maggior numero di voti, per essere il più decisivo possibile e alzare al massimo, all’indomani delle elezioni, il prezzo di un eventuale appoggio al centrosinistra. Bersani, dal canto suo, perché dovrebbe escludere a priori l’ipotesi di vincere anche al Senato e vincolarsi ad un accordo preelettorale? Anche lui attenderà l’esito delle elezioni prima di fare o accettare proposte. 

In base a queste considerazioni, lei escluderebbe l’ipotesi di un Monti bis?

Beh, tutto è possibile. Mettiamo che al Senato al Pd manchino parecchi senatori per avere la maggioranza, 25 per esempio. Monti, in cambio dell’appoggio, chiederebbe ovviamente Palazzo Chigi. Certo, Bersani ha affermato, qualche volta, in campagna elettorale, che in tal caso si tornerebbe a elezioni. Ma, considerando la fragilità del nostro contesto politico ed economico, dubito che propenderebbe realmente per una scelta del genere.

 

(Paolo Nessi)

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