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ELEZIONI/ Berlusconi: quattro milioni di posti di lavoro. Bersani: è un insulto

Ci saranno quattro milioni di posti di lavoro se vinceremo: lo promette Silvio Berlusconi.Bersani parla di insulti agli italiani. L'intervento di Bagnasco

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Si avvicina la data delle elezioni e la posta in gioco si fa sempre più calda. Dopo la proposta shock, restituzione dei soldi pagati per l'Imu e cancellazione dell'Irap, adesso Silvio Berlusconi promette ben quattro milioni di posti di lavoro, tre milioni in più di quanti ne aveva promessi durante la sua prima campagna elettorale. Come fa il Cavaliere a spingersi a tanto? Lo ha spiegato durante una intervista a Rai WebRadio: basterà, dice, dare la possibilità agli imprenditori di non pagare le imposte a ogni lavoratore assunto per i primi cinque anni di attività, in pratica una assunzione detassata. Infatti, ha detto ancora, se ogni azienda assumesse un giovane soltanto ecco che avremmo i quattro milioni di posti di lavoro che alle aziende converrebbe ancora di più che far lavorare in nero i dipendenti. Alle aziende poi promette detassazione per cinque anni e un prestito per far partire una nuova attività o anche poter comprare casa con un fondo speciale del tesoro che alle banche darà la garanzia richiesta. Per il suo rivale Bersani queste proposte sono insulti all'Italia: stiamo ancora aspettando il milione di posti di lavoro promessi nel 1994 ha ironizzato. Aggiungendo poi che è ora di finirla con la demagogia: "è un insulto all'Italia, è inaccettabile, gli italiani sono intelligenti e noi ci rivolgiamo al cuore e alla testa, non alla pancia". Bersani manda poi un avvertimento a Mario Monti dopo le lusinghe reciproche dei giorni scorsi in cui i due avevano parlato di possiible alleanza post elettorale. Il capo del governo gli aveva infatti fatto capire che una alleanza tra di loro sarebbe stata possibile solo togliendo di mezzo Nichi Vendola: "Ognuno pensi ai poli suoi. Io sto con Vendola e Tabacci, per Monti non ho ancora visto la sua foto di gruppo ma sarebbe con Fini e Casini che sui temi sensibili, ma anche sulle liberalizzazioni, hanno idee diverse''. In questo quadro in movimento è da sottolineare la presa di posizione del presidente della Cei il cardinale Bagnasco. Parlando di promesse elettorali l'importante esponente della Chiesa cattolica ha detto che gli italiani non si faranno abbindolare, "hanno bisogno della verità delle cose, senza sconti, senza tragedie, ma anche senza illusioni".