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SUICIDIO PD(?)/ Finetti: i "guai" di Bersani rischiano di rovinare la festa...

Pubblicazione:venerdì 8 febbraio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Che l’appello al voto utile, quello che fa anche Berlusconi nei confronti per esempio di Giannino, si vada a scontrare a quella spinta al voto sicuro che sta prepotentemente emergendo da questa campagna elettorale, proprio a seguito degli ondeggiamenti e le fragilità che hanno dimostrato sia Bersani che Berlusconi.

Cosa intende?

La gente non ha più voglia di andare a votare turandosi il naso. Sono più di vent’anni che lo fa, tra proporzionale e maggioritario, quindi il fenomeno del voto sicuro non è affatto da sottovalutare. Basti vedere quanto sta facendo Grillo, ma anche lo stesso Ingroia, i quali diventano voti sicuri da contrapporre a ciò che di Bersani e Berlusconi non convince, per esempio un eventuale accordo del primo con Monti.

Pensa che Bersani possa effettivamente scaricare Vendola, magari dopo l’esito elettorale?

Non credo che Bersani possa farlo. Vendola è stato di fatto neutralizzato con quell’accordo secondo cui, in caso di dissenso, si vota a maggioranza nei gruppi parlamentari. Però è chiaro che, una volta passato il voto, Vendola si chiederà come mai sia necessario andare con Monti e non con Ingroia. E questo è un problema che Bersani, in caso di vittoria, dovrà risolvere.

Al momento quali sono le maggiori preoccupazioni di Bersani?

Una delle prime è certamente quella di aver bisogno del minor appoggio possibile. Bersani sa che difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta al Senato, però una cosa è mancare il Senato per pochi seggi e un altro è non farcela per l’assenza di parecchi voti, il che comincia ad essere un problema serio.

Che ruolo ha Renzi in questo momento ma soprattutto dopo il voto?

Se Bersani dovesse vincere è chiaro che la posizione di Renzi è destinata a essere ridimensionata. Diverso è se Bersani dovesse non riuscire a fare il presidente del Consiglio o comunque a dover optare per una maggioranza con Monti: in questo caso la posizione di Renzi, il quale durante le primarie aveva sempre escluso ogni accordo con l'attuale premier, diventa molto più forte. E costringerebbe Bersani a uscire dalle urne da leader debole.

 

(Claudio Perlini)



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