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"PROGRAMMA" PD/ Forte: vi spiego cosa non va nei 5 punti di Bersani

Pubblicazione:sabato 9 febbraio 2013

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Si parla, anzitutto, dei tassi di interesse del debito pubblico dai quali dipendono, a loro volta, i tassi d’interesse applicati al credito erogato dalle banche. Si tratta di due elementi profondamente legati: se i titoli di Stato, a causa dello spread, offrono interessi estremamente vantaggiosi per chi li acquista, le banche saranno costrette ad emettere obbligazioni altrettanto vantaggiose, con tassi superiori a quelli dei titoli di Stato. A quel punto, non avranno più risorse per erogare finanziamenti a buon mercato.

Secondo lei, quale potrebbe essere la strategia del segretario del Pd?

Temo che intenda ridurre i tassi con la suddetta politica cadendo, quindi, in contraddizione. Gli interessi calano se il sistema delle banche e quello dell’economia pubblica sono credibili. Ovvero, se non si preannunciano imposte patrimoniali, se non ci sono scandali come quello di Mps, e se non aumenta il debito. Non dimentichiamo che dall’orizzonte di Bersani è assente il potenziamento del credito all’economia, notoriamente molto più decisivo per la crescita delle politiche sui tassi del debito pubblico.

Rispetto alla vendita del patrimonio pubblico, poi, le cifre di Brunetta sono realmente mirabolanti?

Niente affatto. Anche perché sono le mie... Si tratta di stime contenute in un piano realizzato assieme a personalità quali Paolo Savona o Rainer Masera, e basato sui calcoli effettuati dal Tesoro tramite l’ufficio studi della Cassa depositi e prestiti. Si tratta di 180 miliardi di euro, provenienti non tanto dagli immobili quanto, soprattutto, dalla vendita di concessioni a lungo termine di beni demaniali, dalla messa sul mercato di quote di società quali Anas, Fs o le municipalizzate, e da operazioni di swap (ovvero la conversione di titoli di debito in quote di beni o quote azionarie).

Cosa significa tagliare la spesa pubblica con il cacciavite e non con l’accetta?


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COMMENTI
11/02/2013 - debito pubblico e sviluppo sostenibile (antonio petrina)

Anche per gli economisti la spesa pubblica è debito e quindi, secondo Einaudi, occorre scegliere tra: 1) finanziare le opere indefferibili (messa a norma scuole ed ospedali)con imposte patrimon iali (soluzione sconsigliata) 2) finanziare le spese rinunciando al nuovo risparmio disponibile (soluzione consigliata) e/o rinunciando ad altro consumo ( es di abitazione private,di stabilimenti per produzione di beni privati ( vestiti,ecc.) Prestiti a babbo morto per queste cose grosse è impossibile ottenerne.Tertium don datur!(Einaudi,Fantasmi illusioni ed eleganze dei debiti pubblici)

 
09/02/2013 - a proposito di correttezza fiscale (Fabrizio Terruzzi)

Caro professore, a proposito di correttezza dello Stato (Equitalia) verso il contribuente, io vivo abitualmente oltre che in Italia, in Francia e in Svizzera. In Francia non ho dovuto mai fare alcuna denuncia. Ci ha sempre pensato il fisco a farmi sapere cosa, quanto e quando devo pagare, mandandomi a tempo debito una cartella. E qualsiasi mezzo di pagamento a loro sta bene. Una volta che avevano sbagliato i calcoli mi sono presentato all'ufficio imposte, sono stato subito ricevuto, e nel giro di 10 giorni mi è arrivato il rimborso. Senza dover far ricorsi, raccomandate o scrivere una sola riga. In Svizzera ogni due anni (mi pare) devo fare una denuncia. Ma sono loro a ricordarmelo inviandomi a casa (in Italia!) il modulo. Non mi è richiesto altro. A fare i calcoli e quant'altro ci pensano loro. Io mi limito a fargli un bonifico bancario quando mi arriva la cartella delle tasse. Mentre in Italia: 1) devo sapere dell'esistenza di una legge fiscale 2) devo leggerla e interpretarla (bel problema visto come è scritta) 3) devo calcolare l'imposta 4) devo ricordarmi di pagarla nei modi e nei tempi prescritti e se in tutto questo processo commetto un errore sono trattato implacabilmente come un evasore. Siamo ancora rimasti allo stato borbonico!.