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ELEZIONI 2013/ Barenghi: Bersani, fai come Berlusconi o sei morto

Antonio Ingroia apre a Bersani e annuncia che i suoi voti al Senato potranno confluire al Pd per fare un governo di centrosinistra, ma senza Monti. Il commento di RICCARDO BARENGHI

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Un’alleanza postelettorale al Senato è possibile, a patto che il Partito Democratico scarichi la Scelta Civica di Monti. Antonio Ingroia si fa avanti e mostra le proprie carte a Bersani, annunciando che i voti di Rivoluzione Civile a Palazzo Madama potranno confluire al Pd “per fare un governo di centrosinistra” ma senza l’attuale presidente del Consiglio, considerato anche “più pericoloso di Berlusconi”. “Su questo si potrebbe aprire un confronto”, ha detto l’ex magistrato di Palermo. A gettare acqua gelida sull’euforia elettorale di Ingroia arriva a sirene spiegate Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc e alleato con Monti: “L’appoggio di Ingroia al Partito Democratico a Palazzo Madama? Fa bene a fare queste affermazioni, anche perché gli costano poco: non avrà alcun senatore…”. In effetti, stando agli attuali sondaggi che collocano Rivoluzione Civile tra il 4 e il 5%, le considerazioni di Casini non appaiono totalmente fuori luogo, visto che con la soglia di sbarramento all’8% il rischio di rimanere fuori dai giochi si fa piuttosto minaccioso. Abbiamo chiesto un commento a Riccardo Barenghi, giornalista e collaboratore della Stampa.

Come giudica le recenti dichiarazioni di Ingroia?

Fossi in Bersani e Vendola, personalmente approfondirei un’apertura del genere. E’ vero, Rivoluzione Civile appare al momento poco gestibile, composta da personaggi come Diliberto, Di Pietro e lo stesso Ingroia che non sembrano avere una giusta omogeneità e una particolare unione d’intenti, però anche la situazione del centrosinistra dovrebbe far riflettere.

Intende dire al Senato?

Quantomeno al Senato la situazione non è di certo rosea. Con il rischio di non riuscire ad avere una maggioranza assoluta, probabilmente Bersani dovrebbe almeno considerare e tener presente un’eventuale apertura a Ingroia. Bisogna poi capire se effettivamente potrà tornare utile a qualcosa e se sarà realisticamente attuabile.

Cosa crede convenga di più a Bersani?

Come ho detto è difficile dire se un’eventuale accordo con Ingroia possa essere utile a Bersani, ma di certo anche appoggiarsi ai vari Monti, Fini e Casini non mi sembra un progetto molto edificante per tutto il centrosinistra. Al momento la situazione del segretario Pd è decisamente delicata e per certi versi sembra che si trovi tra l’incudine e il martello senza alcuna libertà di manovra.

Le cose poi si complicherebbero, come diceva, se non ottenesse la maggioranza assoluta in Senato…

Ovviamente l’ipotesi migliore sarebbe una vittoria senza dover chiedere voti a nessuno, altrimenti in caso contrario si aprirebbe un problema non da poco. Francamente non vorrei essere nei suoi panni, perché ogni approccio o apertura, da una parte o da un’altra, provoca reazioni che vanno ancor di più a complicare la situazione. Certo è che, se Bersani non riuscisse a vincere al Senato, in tutti i casi per il centrosinistra sarebbe una sconfitta.

Cosa intende?