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Politica

SONDAGGIO ELEZIONI/ I valori cattolici non sono percentuali, ma interrogano l’'io'

Ci avviciniamo alle elezioni (Infophoto)Ci avviciniamo alle elezioni (Infophoto)

Se è così, allora la scelta libera e responsabile si restringe parecchio, e ai cattolici “impegnati” (perché, si può non esserlo? Ci ha promesso qualcuno che non separare fede e vita sarebbe stato facile?) restano poche possibilità. C’è un centro che accoglie un bel numero di cattolici, che svettano primi in lista, in bella mostra. E con qualche confusione interna vorrebbe rassicurare gerarchie e fedeli, siamo noi a garantirvi. Ma Fini su certi argomenti da che parte sta? E alcuni professori della Bocconi, condividono un’antropologia cristiana? Dunque, meglio appellarsi alla libertà di coscienza. Su cui ricito un magistrale intervento del cardinal Ruini sul Corriere della Sera di qualche tempo fa: “Le convinzioni di coscienza non sono solo un fatto individuale ma riguardano il vero e il falso. L’umanità del XXI secolo si trova di fronte a questioni fondamentali che prima non erano rimesse alle nostre scelte personali, sociali, politiche. Sui grandi temi etici e antropologici, allora, è certamente una questione di coscienza, ma non solo. Non si può ridurre tutto alla coscienza personale dei singoli esponenti, senza che ci sia una presa di posizione e una linea da seguire”.

Oppure si può aderire ai contenuti proposti da un gruppo di parlamentari cattolici che appartengono al Pdl, nella lettera pubblicata l'altro ieri sul Giornale. Che rispondono al sociologo De Rita, che riteneva i cattolici dispersi e derisi, e ininfluenti, “noi ci siamo, e se non ve ne siete accorti, ci siamo sempre stati”. Un po’ nascosti, si può rispondere. Un po’ timidi. Solerti sui temi etici, talvolta, si sospetta, per pura contrapposizione ideologica a un’ideologia opposta. Accettando come scelte personali posizioni dubbie sul piano morale e scricchiolanti su quello giudiziario di autorevoli rappresentanti di quel partito. Ci si può e ci si deve chiedere cos’è la moralità. E’ sul fare che si viene giudicati o sulle dichiarazioni di principio? Il fine, giustifica anche mezzi non del tutto condivisibili? Madre Teresa pensava di sì. Meglio affidarsi a chi firma e sottoscrive leggi che tutelano la libertà religiosa e i principi che l’antropologia cristiana propone, o a chi si mostra più “serio”, ma finora non ha dato prova di sé sulle stesse questioni (Udc a parte, ma che autorevolezza esercita, in termini culturali e percentuali?) e che prospetta alleanze con chi milita culturalmente da tutt’altra parte?


COMMENTI
10/02/2013 - l'albero e i frutti (Francesco Lepore)

si dice da anni tra i cattolici non votiamo un partito "non incidente come percentuale"ma uno potente che a parole ci difende insomma il voto utile. Quindi il voto è finito in un partito solo xchè era contro alla sx ,ma i risultati sono le macerie x l'Italia e l'irrilevanza x i cristiani(le poltrone al senato non le ritengo successi della cristianità) Qs discorso utilitaristico sottintende un complesso di inferiorità della proposta cristiana:dai cattocomunisti ai cattoberlusconiani non c'è molta differenza. Non si crede in cio che si propone,non si crede che possa essere x tutti e quindi anche un successo elettorale ma ci si accoda al potente mendicando le briciole SE l'albero si giudica dai frutti bei risultati si sono ottenuti e tutto era scritto da Zverina"non conformatevi alla mentalità di qs mondo" Insomma se non si vota il partito che almeno a parole (ma anche nei fatti vedi Eluana con l'azione di Volontè) non avrà mai incidenza ma poi non lamentiamoci della ns irrilevanza. Sicuramente quel partito ha bisogno di una bel restauro(un grosso restauro) ma almeno c'è. Ha bisogno non tanto del ns voto ma del ns "io" ,infatti il problema non è partitico ma lo diventa mancando il voto di preferenza. se Formigoni fosse rimasto li non ascoltando le sirene e i ricatti di SB(1998).... Ripartiamo da Formigoni non l'ultimo ma quello del 1983\1984 .... ripartire da un'ideale e quindi non impegnammo

 
09/02/2013 - percentuali e scelte (Goggi Ezio)

La Mondo nelle ultime 11 righe del suo articolo pone il problema su cui molti si stanno arrovellando. Certo, con le preferenze sarebbe un'altra cosa, ma non ci sono, e allora? Quanto scritto nella frase tra parentesi sull'UDC (è seria ma non è autorevole in termini percentuali) fa sembrare che l'autrice propenda per quanto scritto più sopra: "il fine giustifica anche mezzi non del tutto condivisibili"; votare cioè un partito meno serio ma che possa avere una percentuale alta. Credo inoltre che, se non ci sono dubbi sulla capacità di Madre Teresa di avere molto chiaro il fine, io sugli altri dei dubbi li avrei: si parte bene ma poi è facile cadere nella tentazione del potere (storie lombarde recenti sono lì a mostrarlo). In questi giorni mi sono riletto i programmi dei 5 principali partiti e nessuno parla degli argomenti riportato dalla Mondo (al massimo li cita in modo contingente). E solo uno (quello non incidente come percentuale) cita il termine "identità cristiana". E allora? Siamo sempre qui ad arrovellarci...

 
09/02/2013 - B e B, andate a quel paese! (Giuseppe Crippa)

Monica Mondo pone con la sua consueta incisività la questione della scelta dei parlamentari cui affidarsi. Fosse possibile esprimere almeno una preferenza, tutto sarebbe molto più semplice. Continuo quindi la mia riflessione pre elettorale – ringraziando la signora Mondo per l’aiuto – e rivolgo un riconoscente (§@#%!!!) pensiero a Berlusconi ed a Bersani, i due che mi hanno negato la possibilità di scegliere direttamente i parlamentari che avrei voluto.