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GRILLINI & POLITICA/ Abbiamo fatto il botto: e adesso che facciamo?

Pubblicazione:venerdì 1 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 1 marzo 2013, 13.06

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

Giornate febbrili, queste che succedono immediatamente al voto che ha cambiato l'Italia. Ci si chiede se il nostro Paese con il successo dei grillini è diventato ingovernabile, mentre Grillo lancia - come sua abitudine peraltro - messaggi controversi, prima dicendo che non voterà la fiducia a nessun governo, poi chiedendo che Pd e Pdl votino la fiducia a un governo Cinque stelle. In questo quadro, la base del movimento sembra spaccarsi tra chi chiede di aprire un dibattito con le forze politiche parlamentari e chi dice invece di starne fuori. Per Mauro Suttora, redattore di Oggi ed editorialista  del New York Observer, contattato da ilsussidiario.net, grande conoscitore dell'universo grillino, "si sta aprendo una fase di dibattito che può portare a una spaccatura, proprio come successo ad altri movimenti rivoluzionari quando entrarono nello scenario parlamentare". Per Suttora, inoltre, non è vero che un governo di minoranza non possa formarsi e lavorare: "E' già successo in Italia negli anni settanta, quando un governo di minoranza democristiano governò grazie alla formula della cosiddetta non sfiducia".

 

Suttora, che faranno i grillini? Ci sono messaggi contraddittori che arrivano dalla base ma anche dallo stesso Grillo: fare alleanze di governo o starne del tutto fuori.

Il Movimento cinque stelle sta vivendo lo stesso dilemma che hanno sempre avuto i movimenti rivoluzionari quando sono entrati nelle istituzioni. Un secolo fa accadde ai socialisti quando il liberale Giolitti li invitò a entrare nel governo e ci fu una scissione fra riformatori e rivoluzionari. Successe di nuovo nel 1963 quando il Partito socialista entrò a far parte del primo governo di centrosinistra  e ci fu una spaccatura tra quelli che entrarono con Nenni e quelli che rimasero fuori dando vita al Psiup, il Partito socialista di unità proletaria.

 

Dunque una spaccatura è prevedibile anche questa volta?

E' un dilemma, un vero dilemma fra l'entrare e sporcarsi le mani e però rischiare di essere omologati e quindi anche fregati un po' come è successo alla Lega che per vent'anni è stata in qualche modo ingaggiata e usata da Berlusconi ma non ha ottenuto niente di concreto.

 

E l'alternativa invece quale sarebbe?

L'altra alternativa è rimanere fuori, puliti e immacolati ma di non contare nulla e di non portare a casa alcun risultato. Ripeto: è un dilemma.

 

Si assiste infatti a un dibattito in Rete con gente che raccoglie firme per una parte e per l'altra.

Sì, ma non darei grande credito a queste iniziative, la Rete per sua stessa definizione, virtuale, non dà affidamento.

 

Ma la Rete è tutta la forza e la consistenza del Movimento cinque stelle.

In realtà come possono vedere tutti sulla Rete non esiste alcun dibattito. Sul sito di Grillo non esiste dibattito: lui posta ogni giorno qualcosa, la gente lascia centinaia di commenti, ma lui non risponde mai a nessuno.  Cè un altro aspetto invece ben più interessante.




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COMMENTI
02/03/2013 - Agiamo per il Bene dell' Italia <3 (Schifaudo Nadia)

Io se fossi nei grillini direi: "Abbiamo fatto il botto, adesso agiamo e governiamo civilmente la nostra Italia depurandola dalle sue scorie e falla tornare di nuovo in auge! Voi che ne dite?