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QUALE GOVERNO?/ Sacconi (Pdl): un accordo con Beppe Grillo? Perché no...

Pubblicazione:venerdì 1 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 1 marzo 2013, 9.00

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Nessuno, fino a poche settimane fa, avrebbe scommesso un soldo su simili percentuali. Il Pdl e il centrodestra hanno ottenuto, rispettivamente, il 21,6 e il 29,2% alla Camera, il 22,3 e il 30,7% al Senato. La coalizione guidata da Berlusconi, quindi, è la seconda forza del Paese, la prima al Senato in termini di seggi. Ma l’euforia per l’incredibile rimonta è stata ben presto smaltita. Perché il primo partito è quello di Grillo. E, salvo eccezionali imprevisti, si va prospettando una situazione tra le più drammatiche che il Paese abbia mai vissuto. Con la bufera della crisi che ancora spira fortemente sull’Italia e un governo che difficilmente vedrà mai la luce. Bersani, dal canto suo, lascia intendere (ma solo per il momento) che farà di tutto per dar vita ad un esecutivo. Possibilmente con i voti dei grillini. Abbiamo chiesto al Senatore Maurizio Sacconi quali sono le intenzioni del suo partito.

 

Che strategia perseguirete?

Berlusconi ha avanzato una proposta caratterizzata da una forte senso dell’interesse nazionale. Mi pare che ci sia ben poco da aggiungere.

 

Berlusconi quindi si è detto indisponibile a larghe intese, ma favorevole ad una collaborazione su alcuni temi. Quindi?

Ha dato, in sostanza, ampia disponibilità affinché il Paese sia governato. E sia governato al meglio. Anzitutto, attraverso le riforme intese a modificare l’architettura dello Stato. Più volte, infatti, abbiamo denunciato come lo Stato disegnato dai Costituenti sia giunto al capolinea e abbia esaurito la propria capacità governante. Le riforme istituzionali e una nuova legge elettorale, quindi, sono parte fondamentale dei contenuti di cambiamento necessari.

 

Questo, in ogni caso, implica una qualche forma di alleanza. Come persuaderete Bersani?

Non è un problema di persuasione, ma di forza della ragione. La nostra proposta, in tal senso, possiede una forza oggettiva, perché corrisponde a quello che diffusamente rappresenta l’interesse nazionale.

 

Resta il fatto che Bersani non ne sembra convinto.

Vedremo.

 

E’ possibile che il centrodestra decida di interloquire con Beppe Grillo?

Perché no? In un Parlamento, il confronto deve essere con tutti.

 

Nella prospettiva del Pdl, un eventuale accordo di governo potrebbe comprendere l’M5S?


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