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Politica

ANALISI/ Jenkins (Guardian): il voto a Grillo? Un no al "regime" dell'euro

Beppe GrilloBeppe Grillo

Perché sono certo del fatto che dal punto di vista economico non si debba mai creare un sistema rigido dei prezzi. Purtroppo è proprio ciò che sta avvenendo nell’Eurozona, al cui interno diversi Paesi non sono in grado di cambiare i loro prezzi in modo coerente con la loro produttività. E’ questa la causa della debolezza di numerosi Stati Ue nei confronti dell’area forte rappresentata dalla Germania, con una tendenza a un costante e progressivo impoverimento del Sud Europa. Finché la Grecia, l’Italia, il Portogallo e la Spagna restano all’interno dell’unione monetaria, saranno sempre più poveri e dovranno essere salvati con giganteschi trasferimenti di denaro.

 

Quali prospettive vede per il futuro dell’Italia?

Di certo queste elezioni mettono la politica italiana in una posizione difficile. Dobbiamo però ricordarci che la prosperità del Belpaese è stata costruita grazie alla lira, che è stata svalutata di continuo. Si è trattato di una politica monetaria abbastanza simile a quanto è avvenuto in Inghilterra per la sterlina. La svalutazione consente di aggiustare l’economia, senza questa flessibilità l’industria si viene a trovare in una situazione bloccata, esattamente come sta avvenendo negli Stati Uniti per la rigidità del dollaro. E’ questa la vera causa della povertà, perché ciò rende impossibile una ripresa dell’economia.

 

Ritiene che l’Unione Europea abbia ancora un futuro?

Ha un futuro in quanto area di libero mercato e in qualche modo come unione politica, ma non ha nessuna prospettiva in quanto unione monetaria. Se persistiamo nell’idea della moneta unica, l’Eurozona diventerà un’area con alcune parti molto ricche e altre molto povere. Il Vecchio Continente si trasformerà cioè in una realtà molto simile agli Stati Uniti, creando una situazione che non è affatto sana.

 

Che cosa accadrà quindi?

Dobbiamo aspettarci molti altri risultati elettorali analoghi a quelli italiani. Ci saranno cioè candidati “estremisti”, di destra o di sinistra, che faranno il pieno di voti in quanto le persone manifesteranno la loro rabbia contro un’economia così inflessibile.

 

Fino a che punto le sue convinzioni sulle elezioni italiane e sull’euro sono condivise dall’opinione pubblica inglese?


COMMENTI
10/03/2013 - Euro (Diego Perna)

É vero che l ' euro sta distruggendo la ns economia fatta di piccole e medie imprese, anche a gestione familiare e che lavorano sul territorio, quindi esposte alla diminuzione dei redditi e al decremento rapido di nuovi nuclei familiari che non si formano a causa della mancanza di lavoro. Peró siccome la parola d' ordine é Europa ed euro a tutti costi,vedi Mauro, Monti e tutti quelli che ci vanno dietro, che anche se sono pochi per fortuna, si muovono comunque in un ambiente saturo di cultura dominante fatta di notizie guidate e pilotate, tant' é che articoli come questi sono rari, ed in ogni caso non intaccano le granitiche convinzioni di tanti, che ovviamente hanno buoni motivi economici garantiti per adorare il dio euro e la loro tranquillità apparentemente raggiunta, Poi c' é anche il pensiero diffuso che piccoli imprenditori non innovano ecc.ecc.ecc.ecc. e che quindi la causa non é l' euro, ma lil loro ostinato attaccamento al passato. A questo punto questi ultimi diranno o giá lo hanno fatto: Ma andate tutti a quel paese, riprendiamoci la nostra vita ed il nostro lavoro, il presente ed il futuro, in un modo o nell' altro, prima che è giá troppo tardi.