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ANALISI/ Jenkins (Guardian): il voto a Grillo? Un no al "regime" dell'euro

Per SIMON JENKINS, di fronte all’austerity imposta dalla Germania e al dominio delle banche, anziché votare Grillo gli italiani avrebbero potuto scendere in strada o scatenare delle sommosse

Beppe Grillo Beppe Grillo

“Di fronte all’austerity imposta dalla Germania e al dominio delle banche che stanno distruggendo l’economia reale, gli italiani avrebbero potuto scendere nelle strade, scatenare delle sommosse o fare anche molto peggio. Hanno scelto invece di esprimere il loro malcontento nel segreto dell’urna, lanciando un messaggio chiaro: gli italiani ne hanno abbastanza, occorre uscire dall’impasse a tutti i costi”. Ad affermarlo è Simon Jenkins, editorialista inglese del Guardian, su cui ha pubblicato un articolo dal titolo "Le buffonate di Beppe Grillo possono scuotere finalmente l'intero sistema europeo". Come spiega Jenkins a Ilsussidiario.net, “la mancanza di flessibilità dei prezzi provocata dall’euro è destinata a creare un’Europa a macchie di leopardo, con alcune aree ricche e altre sempre più povere. Per l’Italia l’unica salvezza è fare come il Regno Unito e uscire dall’euro”.

 

Vista da Londra, quale significato assume la vittoria di Beppe Grillo alle elezioni?

Quando si crea una situazione in cui nulla sembra andare per il meglio, con una profonda insoddisfazione nei confronti del sistema politico, i cittadini sentono il bisogno di esprimere il loro senso di rivolta contro questo regime consolidato. Anziché riunirsi nelle strade, creare delle sommosse o fare peggio ancora, gli elettori italiani hanno scelto di votare per qualcuno che fosse in grado di rappresentare politicamente questa forma di rabbia.

 

Nel suo articolo su The Guardian lei si scaglia contro l’austerity europea. Il modo giusto per combatterla è il populismo alla Grillo o una classe politica autorevole?

Non esiste nessun presupposto affinché si vada verso una riduzione dell’austerity attraverso un’opera diplomatica di convincimento. Nell’attuale fase c’è una situazione caratterizzata da un sistema bancario enormemente potente in tutti i Paesi europei. Ci sono interessi molto ampi che difendono le loro posizioni cercando di accumulare denaro rapidamente. Questo establishment economico non vuole che nessun Paese provochi una svalutazione dell’euro, perché ciò renderebbe molto costoso per le banche il fatto di prestare denaro.

 

Che cosa c’entra tutto ciò con Beppe Grillo?

In questa situazione è indispensabile uscire dall’impasse, e per farlo c’è bisogno di politici che non siano stupidi e riescano ad articolare dei punti di vista molto radicali, quand’anche in forme espressive abbastanza colorite. E’ quanto ha fatto Beppe Grillo, tanto è vero che milioni di persone si sono sentite molto in sintonia con lui. Gli italiani hanno scelto qualcuno che fosse in grado di dire all’establishment che ne avevano abbastanza, ed è quindi questa la logica del risultato elettorale italiano.

 

Sempre sul Guardian lei ha scritto che l’Italia dovrebbe abbandonare l’euro per trovare la sua strada verso la ripresa. Perché ne è convinto?


COMMENTI
10/03/2013 - Euro (Diego Perna)

É vero che l ' euro sta distruggendo la ns economia fatta di piccole e medie imprese, anche a gestione familiare e che lavorano sul territorio, quindi esposte alla diminuzione dei redditi e al decremento rapido di nuovi nuclei familiari che non si formano a causa della mancanza di lavoro. Peró siccome la parola d' ordine é Europa ed euro a tutti costi,vedi Mauro, Monti e tutti quelli che ci vanno dietro, che anche se sono pochi per fortuna, si muovono comunque in un ambiente saturo di cultura dominante fatta di notizie guidate e pilotate, tant' é che articoli come questi sono rari, ed in ogni caso non intaccano le granitiche convinzioni di tanti, che ovviamente hanno buoni motivi economici garantiti per adorare il dio euro e la loro tranquillità apparentemente raggiunta, Poi c' é anche il pensiero diffuso che piccoli imprenditori non innovano ecc.ecc.ecc.ecc. e che quindi la causa non é l' euro, ma lil loro ostinato attaccamento al passato. A questo punto questi ultimi diranno o giá lo hanno fatto: Ma andate tutti a quel paese, riprendiamoci la nostra vita ed il nostro lavoro, il presente ed il futuro, in un modo o nell' altro, prima che è giá troppo tardi.