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GIUNTA LOMBARDIA/ Maroni e il dopo-Formigoni: tra i "laici" del Pdl e i "puri" alla Salvini

Pubblicazione:domenica 10 marzo 2013

Roberto Maroni (Infophoto) Roberto Maroni (Infophoto)

Il problema del governo non deve distogliere lo sguardo dalle necessità che ora si presentano nelle amministrazioni regionali. Roberto Maroni, nuovo governatore della Lombardia, ha vinto la battaglia della “sopravvivenza della Lega” nella regione più importante d'Italia. Con grande realismo, Maroni ha puntato al mantenimento del possibile, dopo “l'anno orribile” della Lega e dopo mesi in cui il centrodestra pareva allo sbando, destinato a un grande ridimensionamento elettorale. Maroni ha invece di nuovo sottoscritto l'alleanza di centrodestra e si è ora lanciato nel progetto di una macroregione del Nord, da contrapporre come modello funzionale, a quello che viene definito il “gran pasticcio”, se non il caos politico che si sta vivendo a Roma.

Come al solito all'interno della Lega, si presentano contrapposizioni un po' provinciali, con i veneti, ad esempio. E c'è sempre sullo sfondo l'elettorato del “profondo nord”, la “pancia leghista” che trova controproducente l'alleanza con Silvio Berlusconi. Ma si può aggiungere che con la vittoria in Lombardia, Maroni abbia tacitato questa contrapposizione, che è in parte sottotraccia e che esiste, in fondo, da sempre nella Lega.

All'interno di questo schema strategico generale, Maroni deve però affrontare ora i problemi specifici della Giunta regionale lombarda, di quella che più complessivamente viene chiamata la “macchina” di una Regione, che nonostante le critiche e le varie inchieste giudiziarie, è quella che funziona meglio in Italia, con una eccellente sanità e, solo per fare un esempio, onora i suoi debiti nel giro di 60 giorni, una media perfettamente europea di fronte ai tempi biblici di tutte le altre amministrazioni pubbliche italiane.

In breve, il problema cruciale che sta di fronte a Bobo Maroni è quello di gestire il “dopo Formigoni”, sapendo che, al di là delle inchieste giudiziarie e dei vari e presunti scandali , deve garantire sempre la funzionalità che la Giunta lombarda ha dato in questi anni e nello stesso tempo deve dare segnali di discontinuità, di ricambio di una amministrazione che, nelle sue varie articolazioni, ha segnato 18 anni di vita della Regione Lombardia.


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