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IL CASO/ Perché Beppe Grillo e il berlusconismo si sono annientati a vicenda?

Pubblicazione:domenica 10 marzo 2013

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Sono passati già alcuni giorni dai risultati elettorali e forse ora riesco a vedere con più serenità ciò che è accaduto e sta accadendo in questo momento nel nostro Paese. Mi aspettavo il successo elettorale di Grillo, anche se non proprio nelle proporzioni che ha avuto, ma ciò che mi ha progressivamente indotto a riflettere e anche a rimettere in discussione le mie convinzioni è la costatazione che moltissimi miei amici di differenti regioni e aree sociali hanno convintamente votato Grillo e lo rifarebbero senza alcun dubbio. Anzi, discutendo con loro e cercando di contrastare la loro visione ottimistica secondo la quale il M5S ha inaugurato una nuova epoca e può produrre un'autentica rivoluzione dei rapporti sociali, sono stato preso anche io dal dubbio di opporre per antichi pregiudizi resistenza all'irruzione del nuovo nella forma magmatica di un movimento. Dopo essermi sforzato di praticare il massimo di autocoscienza tuttavia sono ritornato alle mie conclusioni che intendo rendere pubbliche nella speranza che sia possibile ancora una discussione seria sulla realtà.
Anzitutto ritengo che Grillo sia un personaggio pericoloso con un carattere fortemente autoritario, con tendenze persecutorie e una carica non espressa di risentimento. Il rapporto che egli intrattiene con i suoi seguaci e con i suoi lettori è sotto ogni profilo peggiore di quelli che sono tipici delle esperienze populistiche del passato. Nonostante le declamate piazze piene di gente, Grillo non crea collante tra i suoi seguaci e tendenzialmente non desidera che essi diano vita a gruppi effettivi di persone ma a terminali individuali dei suoi comandi telematici. Oltre l'enigmatico rapporto con il mentore Casaleggio non appare mai in un contesto dove sia all'opera con un gruppo di collaboratori. Per principio rifiuta l'incontro con chi non la pensa come lui e ripete condanne a morte senza alcun processo e alcun giudice. Non risulta che da qualche parte del suo dominio telematico si sia realizzato anche virtualmente un forum di discussione.
Proprio queste modalità di trasmissione del suo pensiero politico ai seguaci mi inducono a ritenere che il M5S non sia un movimento e che sia anzi sbagliato sotto ogni aspetto attribuirgli questa qualifica. Uno dei connotati dei movimenti che si sono sperimentati nella storia è dato dalla forte presenza fisica degli aderenti che stando insieme con i loro corpi fanno emergere uno spirito e un sentire talmente unitario da dare la sensazione di trovarsi di fronte a un solo corpo. Un movimento senza la fisicità dei corpi che si trovano a vivere insieme l'esperienza esaltante della fusione emotiva, che produce anche l'acclamazione del capo, non si può registrare nella -per definizione non autentica- virtualità della comunicazione di rete. Nella rete ciascuno di noi non è mai sicuro di incontrare un altro che corrisponde a ciò che dichiara di essere. 


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COMMENTI
12/03/2013 - pericolo (Pierluigi Assogna)

Sottoscrivo convintamente l'articolo, e condivido il convincimento relativo alla pericolosità di Grillo come capo-movimento e opinion leader

 
10/03/2013 - ma guardate in faccia la realtà (luca barbieri)

complimenti per l'articolo palesemente "oggettivo" e indubbiamente "super partes" . facciamo finta che i sondaggi non esistano e non diano in crescita entrambi i partiti qui dati per spacciati. facciamo finta che le persone non sappiano e si dimentichino dei danni e delle collusioni in banche, assicurazioni e aziende telefoniche italiane. il voto degli italiani è stato innanzitutto CONTRO: contro la parte che questo articolo puerilmente sostiene e proprio contro l'atteggiamento di superiorità che traspare da questo da questo articolo. ..ma tanto fra qualche mese si vota di nuovo.