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IL CASO/ Perché Beppe Grillo e il berlusconismo si sono annientati a vicenda?

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Silvio Berlusconi (InfoPhoto)  Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

L'insistenza perniciosa con cui si è invitato Bersani a liberarsi di Vendola e a stringere al più presto un'alleanza con i moderati (che come si è visto non esistono) è stata l'anticamera della sconfitta perché ha reso opaco il messaggio del centrosinistra. Il coro dei personaggi che sono stati mobilitati anche per interventi sulla stampa del partito, ha fatto pesare in modo insopportabile la persistenza del vecchio lessico politico, mentre è mancata totalmente una seria analisi di ciò che bolliva nella pancia degli italiani. 
Tranne Achille Occhetto nessuno, dopo la scomparsa di Berlinguer, ha pagato qualche prezzo per gli errori politici commessi, a riprova del carattere sostanzialmente oligarchico della conduzione del partito, nonostante le svolte e i cambiamenti di nome. Non è stato costruito sul territorio quel laboratorio vivente che è rappresentato dall'effettiva e vivace partecipazione degli iscritti al partito. Sebbene nello scenario che abbiamo descritto il Pd appaia assai meno compromesso nella corruzione culturale, morale e politica di questo Paese, non è pensabile che esso possa ritornare in campo come una vera forza unificante del Paese, capace di aprire anche in Europa un nuovo fronte, senza uno spietato lavoro autocritico. Il Pd continua a convogliare su di sé gran parte dei ceti meno giovani che sono abituati a fare i conti con la realtà e con il buon senso, ma non si può fare politica soltanto con il buon senso senza dare una prospettiva anche di lotta a chi chiami a seguirti sulla strada prescelta. C'è una stagione della vita in cui conta il buon senso, ma ce n'è un'altra che è decisiva per il futuro di un Paese costituita dal vitalismo convulso delle generazioni più giovani, delle loro emozioni e dei loro desideri. 
Nel Pd è completamente mancata la coniugazione del buon senso con la speranza del cambiamento, perciò nonostante le tante declamazioni moltissimi non hanno creduto che il centrosinistra volesse davvero voltare pagina rispetto a questa seconda Repubblica che ha profondamente devastato ogni elementare moralità degli uomini, delle donne, delle ragazze e dei ragazzi. Credo che sia necessario andare al più presto possibile alle elezioni ed evitare qualsiasi ennesimo pasticcio che significherebbe soltanto rimandare un'inevitabile resa dei conti tra chi ha interesse ad alimentare il risentimento e la rabbia e chi pensa invece che sentimenti di questo tipo abbiano soltanto sbocchi distruttivi. A questo punto l'Italia non va più rappresentata soltanto in parlamento ma ricostruita nelle sue basi elementari: educazione, civiltà del confronto, fiducia negli altri e rispetto della verità. Naturalmente su questo compito di ricostruzione non è ipotizzabile nessun passaggio di governo tecnico che servirebbe soltanto a mantenere l'equivoco sul ruolo che la politica vera ha nella gestione di un paese moderno.



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COMMENTI
12/03/2013 - pericolo (Pierluigi Assogna)

Sottoscrivo convintamente l'articolo, e condivido il convincimento relativo alla pericolosità di Grillo come capo-movimento e opinion leader

 
10/03/2013 - ma guardate in faccia la realtà (luca barbieri)

complimenti per l'articolo palesemente "oggettivo" e indubbiamente "super partes" . facciamo finta che i sondaggi non esistano e non diano in crescita entrambi i partiti qui dati per spacciati. facciamo finta che le persone non sappiano e si dimentichino dei danni e delle collusioni in banche, assicurazioni e aziende telefoniche italiane. il voto degli italiani è stato innanzitutto CONTRO: contro la parte che questo articolo puerilmente sostiene e proprio contro l'atteggiamento di superiorità che traspare da questo da questo articolo. ..ma tanto fra qualche mese si vota di nuovo.