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LETTERA/ Sulla crisi dei cristiani in politica...

Pubblicazione:domenica 10 marzo 2013

Palazzo Chigi Palazzo Chigi

La questione dei valori etici deve essere affrontata: vita, famiglia, educazione non possono rimanere nell'ombra dei programmi di partito per paura di scontentare qualcuno. E forse occorre anche guardare ad essi senza attribuirli pregiudizialmente ad una o all'altra fazione: la responsabilità personale permette di stringere alleanze trasversali forse più efficaci dei legami interni agli schieramenti.
 
Infine la Sussidiarietà, principio cardine della tradizione cattolica. E' venuto il momento di ammettere che non è più patrimonio diffuso nella nostra gente: ha avuto più voti chi ha promesso assistenza e non libertà. Per ricostruire la società invece è necessario più spazio all'iniziativa e al rischio personale.
 
Tutto ciò indica una prospettiva inevitabile. La cultura cristiana non è maggioritaria tra noi e chi intende avventurarsi, o restare nell'avventura, in politica sa che la strada è tutta in salita. Ma il fascino della cima è più avvincente della fatica.
 
E' inevitabile a questo punto rispondere alla domanda su quale sia il partito in cui sia possibile attuare questo tentativo. Ma non credo che esistano risposte certe. La mia e quella di tanti altri in questa  occasione è stata quella di interrompere la sudditanza rispetto ad un partito che consiste unicamente nella capacità del leader di attrarre  voti, ma che non ha la forza di costruire un progetto credibile in tutto il Paese. L'esito elettorale non induce ad alcuna illusione sul futuro, ma a maggior ragione è necessario tenere vivo il problema e rischiare un percorso che recuperi la tradizione confluita nel Partito Popolare Europeo.
 
La crisi dei cristiani in politica non è meno grave della crisi del cristianesimo nella società europea. E forse vale la pena ricordare che  Benedetto XVI, che a Cagliari nel 2008 aveva esortato alla nascita di  una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica, ha detto recentemente: "Non dimenticate mai che il primo atto di amore che potete fare verso il prossimo è quello di condividere la sorgente della vostra speranza: chi non dà Dio dà troppo poco".



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