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GOVERNO (?)/ Napolitano e Renzi i veri "nemici" di Bersani

Pubblicazione:lunedì 11 marzo 2013

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Senza mandato pieno da parte del Quirinale e senza nuove primarie come può Bersani ipotizzare il percorso che ha intrapreso? Quali carte ha in mano?

Nei confronti del Presidente della Repubblica Bersani ha, a suo vantaggio, il fattore tempo. Una volta ottenuto l’incarico dal Quirinale siamo già nell’ultima settimana di marzo. Bersani inizia allora le consultazioni di tutti i gruppi parlamentari. Con la successiva audizione delle parti sociali (sindacati, Confindustria, commercianti, precari, extracomunitari, Associazione magistrati, ecc.) Bersani riesce tranquillamente a giungere alla vigilia dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. A quel punto la platea dei deputati (con premio di maggioranza) e dei senatori di sinistra sfiora il “quorum” necessario. I candidati che possano essere votati dal “grillismo” e che garantiscano piena protezione al leader del Pd sono più d’uno. Prodi ha oggi l’“aureola” del defenestrato a causa di una compra-vendita di voti e poi, in “pole position”, c’è Emma Bonino che è ben vista nell’Unione Europea dove è stata commissario nominata di Berlusconi, ha già garantito voto e copertura “di destra” da Mario Monti, guida da anni l’ala “radicale” più filo-Pd e per il mondo “grillino” è un candidato sufficientemente “trasgressivo”: contro la Chiesa, contro “la partitocrazia”, contro la Rai, ecc.

Naturalmente bisogna dare per scontato che i parlamentari del Pd votino compatti come un solo uomo nel segreto dell’urna presidenziale.

Ma le carte che ha in mano Bersani a suo favore sembrano essere le inchieste giudiziarie: esse possono consigliare il silenzio a oppositori interni, imporre la “conventio ad excludendum” verso Berlusconi e il Pdl e, soprattutto, minare il carisma di Beppe Grillo consentendo di organizzare il necessario smottamento parlamentare. Stando sulla strada maestra il cammino di Bersani è destinato al fallimento in partenza, ma diverse scorciatoie possono aprirsi a suo favore all’indomani dell’incarico.

Rimangono invece senza risposta i due principali quesiti che riguardano il futuro della vita nazionale. Primo: come può essere gestita una trattativa a livello di Consiglio d’Europa, Banca europea, Commissione europea e riunione dei ministri economici europei dipendendo, giorno per giorno, dal voto “grillino” o di ex “grillini”? Secondo: con tale acritico aprire le porte alle tesi di Beppe Grillo – già in questi quindici giorni − sono più i voti che entrano o quelli che escono? Beppe Grillo, con Bersani e il Pd che gli chiedono udienza e voti, si è indebolito o si è rafforzato rispetto al 24-25 febbraio?

Quel che colpisce negli “otto punti” di Bersani sono inoltre i silenzi e le rinunce implicite. In sostanza Bersani cancella ogni impegno di ammodernamento infrastrutturale (dall’alta velocità alla politica energetica) e della realtà produttiva (dal mercato del lavoro al sistema fiscale).


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COMMENTI
11/03/2013 - Analisi perfetta, ma... (Francesco Giuseppe Pianori)

Analisi perfetta, ma, quando s preferisce l'ideologia alla realtà... Bersani si avvia al disastro personale e di tutta l'Italia. Bersani e D'Alema non sono mai stati dei politici; hanno solo e sempre puntato al potere, senza intelligenza e senza vero interesse per la vita degli italiani. C'è solo da sperare nel Papa che verrà.