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GRILLO E M5S/ Ecco perché la loro web-democrazia non può funzionare

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Beppe Grillo (InfoPhoto)  Beppe Grillo (InfoPhoto)

Non so a voi, ma a me stanno simpatici. Non parlo tanto dei due leader-guru, quanto dei neo-deputati e neo-senatori di M5S. In genere appaiono freschi, "carini", quasi ingenui. Sono giovani e istruiti e, se affermano di volere distruggere il sistema dei partiti, non sembra vogliano farlo con mezzi violenti. Anche quando si propongono di "non mischiarsi con gli altri", aggiungono subito che lo faranno non per razzismo, ma per rimanere fedeli al fine comune sostenendosi a vicenda nel "gruppo".

Il loro successo elettorale sta provocando sconquassi nella gerontocrazia politica italiana e provocando un rinnovamento inimmaginabile sino a poco tempo fa. Per il meglio o per il peggio? Ancora è presto per dirlo.

C’è però almeno un aspetto inquietante. Tutta l’operazione M5S si regge su un assunto indimostrato, quello di aver creato un nuovo spazio pubblico (diverso da quello corrotto delle istituzioni e dei mass media occupato dai partiti). È tramite internet (così recita quello che oramai sta assumendo la forma di un mito di fondazione) che il movimento si sarebbe formato in un libero confronto di opinioni e di programmi politici. Grazie a questo assunto M5S può giustificare la scelta di auto-esclusione dai talk-show, il rifiuto di concedere interviste, in generale la negazione di ogni contraddittorio.

Che lo spazio pubblico massmediale sia una dimensione pesantemente corrotta non solo dagli intrecci di potere (politico, economico-finanziario, culturale) ma soprattutto dalle logiche immanenti al sistema stesso dei mass media è innegabile. Ma M5S non può chiamarsene fuori, visto che questo circuito lo ha usato facendo leva proprio su una delle logiche più inquietanti che lo caratterizzano, quello dell’esaltazione del "mostruoso", del "paradossale" e di tutto ciò che sia "spudorato". Grillo e soci, con una costanza e determinazione degne di ammirazione, hanno per anni creato eventi che, nel momento in cui attiravano la gente nelle piazze reali o virtuali in nome di parole d’ordine protestatarie (Vaffan-day ecc.), hanno costretto i tanti vituperati mass media a concedere loro sempre più spazio, evitando allo stesso tempo ogni minimo contraddittorio. Il massimo risultato con il minimo sforzo…

Un altro aspetto del sistema massmediale essenziale per comprendere il successo di M5S è il moralismo immorale.

Con questo ossimoro intendo riferirmi allo stile di quelle trasmissioni di successo (introdotte in Italia dai canali televisivi di Berlusconi ma oggi diffuse quasi dappertutto) in cui, mischiando sapientemente giornalismo d’inchiesta e intrattenimento comico, si ride delle malefatte altrui denunciate alla pubblica opinione, acquisendo così una coscienza pulita a buon mercato. 



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COMMENTI
12/03/2013 - Rete piatta (Pierluigi Assogna)

Ottima analisi. La differenza tra "second life" e la vera vita, fatta di persone e problemi, è che in quest'ultima si formano innumerevoli comunità di cooperazione e condivisione di modelli di analisi e comportamento, che si mantengono appunto sulla base di sensazioni, emozioni, fisicità, oltre che di razionalità. Queste comunità, a loro volta interdipendenti, generano un gran numero di lievelli: una rete completamente piatta (1 vale 1) non può esistere nella realtà, e neppure nella simulazione del web, dove ovviamente c'è qualche 1 che vale più di 1.