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IL CASO/ Ecco perché Berlusconi non è come Craxi

Pubblicazione:lunedì 11 marzo 2013

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Avvennero alcuni fatti che dovranno essere affrontati con attenzione dagli storici. Il mutamento di carattere economico, l'”assalto alla diligenza” delle privatizzazioni venne messo in primo piano e nel contempo, guarda la coincidenza, si sviluppò una campagna mediatica senza precedenti di screditare la classe politica, di delegittimarla, di compararla tuta insieme come una “banda di ladri”. A questa campagna di delegittimazione partecipò all'epoca, con le sue “televisioni indipendenti”, anche il cavalier Silvio Berlusconi. Uno dei suoi telegiornali aveva un “inviato fisso” davanti al tribunale di Milano e non pare (riguardando le cronache dell'epoca) che avesse molta simpatia per migliaia di inquisiti o avvisati di garanzia che poi verranno completamente scagionati.

Il vuoto di potere che si creò in quel momento favorì una storica “via d'uscita” agli epigoni del comunismo italiano, permise ai magistrati un lavoro di supplenza istituzionale, consentì la svendita di parte importante dell'apparato produttivo italiano e favorì una svolta politica, sotto il nome di “seconda repubblica”, che ha portato a una confusione incredibile, con promesse di vario tipo: moralità, eticità, trasparenza, funzionalità, modernità che, alla luce dei risultati di oggi, fanno solamente sorridere in tono amaro.

Bettino Craxi, che aveva vinto la “battaglia storica” sul comunismo, fu travolto insieme agli altri leader dei partiti democratici, da quella “ventata” di inconsistenza moralistica che è passata sotto il nome di stagione di “tangentopoli”, i cui protagonisti sembrano oggi tutti in grande difficoltà. Il “principe” dei pubblici ministeri dell'epoca, Antonio Di Pietro, sbarcato da tempo in politica, non è stato neppure rieletto in Parlamento, nonostante il suo continuo sgomitare.

 


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COMMENTI
11/03/2013 - Una strada verso la terza repubblica ? (dario ceriani)

Sono venti anni che sentiamo la tiritera di Berlusconi cattivissimo e delle toghe rosse cattivissime e purtroppo siamo ancora al punto di vent'anni fa, sempre piu' incartati e incattiviti da questa inutile sfida. Berlusconi non è riuscito a "ripulire" la magistratura dalle derive sinistrissime anche quando aveva maggioranze bulgare in Parlamento e le toghe rosse non sono riuscite a "ripulire" l'Italia da Berlusconi cattivissimo nonostante una montagna di processi. E noi? Noi siamo in un Paese bloccato da questa gara suicida che continua senza che nessuno dei due prevalga. A me interessa il bene dell'Italia e non tanto un vincitore di una gara che non mi appassiona. Forse sarebbe il caso che Berlusconi,nè vincitore nè sconfitto, si tirasse da parte perchè non ha piu' alcuna possibilità di vittoria in questa partita anche se ha ancora la capacità di vincere le campagne elettorali ed è ormai è diventato un ingombro anche per il PdL. Solo allora le forze politiche (destra, centro, sinistra) alleggerite da questo ormai fardello potranno iniziare un dialogo per una vera riforma della giustizia che comprenda anche, ma dico anche, il tema di una (parte di) magistratura totalmente autoreferenziale. Questo perchè la riforma della giustizia si farà solo insieme, pena non farla mai. Ma vi rendete conto che, con i problemi che abbiamo oggi sul tavolo, discutiamo come tra opposte tifoserie di congiuntiviti, certificati medici, visite fiscali ecc.! Siamo bloccati e ridicoli...