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Politica

LETTERA/ Quattro meschinità contro Berlusconi (e i suoi elettori)

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Come si fa poi ad andare a processo con la pendenza di una sentenza del Corte Costituzionale che deve decidere sulla legittimità dello stesso processo? De Gregorio infine dice di essersi fatto comprare la propria adesione al governo della destra. Ora si punisce chi lo ha comprato? E non chi si è venduto? Certo chi fa l’offerta non è uno stinco di santo, in un reato sarebbe un mandante. Ma qui il reato dove sta? Nel cambio di maglia politica? Ma quando mai lo è stato? E’ il venduto da condannare. Si potrebbero comperare ad esempio tifosi di calcio per allargare la base di consenso della propria squadra. Qui dove sta il reato?

La quarta meschinità sta nell’ostracismo di certi ambienti moralistici, perbenisti e di tipo intellettuale, organici alle oligarchie che desiderano sempre comandare il pensiero altrui, come tanti giornalisti e VIP dello spettacolo che hanno preso per i fondelli l’elettorato del PDL per la posizione davanti a Berlusconi. Con il risultato di incrementarne una difesa che non doveva nemmeno esserci. Certe campagne multimediali, film, persino tentativi di indurre parroci e Chiesa a demonizzare il PDL ed il suo leader per i suoi peccati contro la morale sessuale. Con il risultato da indurre nel segreto delle sacrestie molti cattolici a votare per oligarchie finanziarie e forse massoniche, per partiti che hanno fatto della morale anti cristiana una ragione di vita. Chissenefrega parroci miei di Matrimonio Gay, di Registri di coppie di fatto…questo sì è libertinaggio della morale sessuale e familiare.

Una sessuofobia – che certamente Berlusconi stesso ha fatto in modo di rivelare con atteggiamenti e parole e provocazioni che poteva evitare – che ha delegittimato anche ogni capacità di fare politica del PDL e della sua classe politica, come se tutti fossero dei rozzi incapaci e amorali come il capo. Chiedo così al Presidente della Repubblica, che è Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, di essere libero: cioè di preservare quei 10 milioni di italiani che potevano essere al posto del PD, per una manciata di voti dal dileggio. Di essere inseriti , nonostante i veti del PD, nel novero di coloro che possono e devono camminare per il bene del paese, per quel bene comune… slogan del PD!, clamorosamente smentito subito per logiche di bottega.

Che l’intervento di Napolitano sulla necessità terzietà della magistratura sia urgente pena l’imbarbarimento di ogni istituzione non asservita a quel potere. Il caso Taranto è lì a dimostrare come un uomo solo, se magistrato, può mettere in ginocchio il bene comune di una città, pur dicendo una cosa vera, ma che non può essere l’ultima parola sulla situazione.

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