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Politica

LETTERA/ Quattro meschinità contro Berlusconi (e i suoi elettori)

Dopo le recenti elezioni, circa 10 milioni di italiani che hanno votato per il Pdl berlusconiano sono in ostaggio, spiega BRUNO CALCHERA, o peggio ancora considerati come indegni. Perché?

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Caro direttore, circa 10 milioni di italiani sono in ostaggio o, peggio, considerati come paria o indegni. Sono quelli del PDL che hanno votato per questo PDL berlusconiano. Le recenti vicende della magistratura milanese dimostrano che si può arrivare a scalfire, a colpire un uomo politico attraverso le armi della giurisprudenza usate come grimaldello per distruggere non solo l’avversario politico, ma la stessa forma del diritto tesa sempre alla presunzione di innocenza. Ma la meschinità prende forme anche diverse, tutte concentriche: obiettivo Berlusconi.

Il Segretario del PD ha lanciato la sua grande proposta politica per formare un nuovo governo. Proporre al Movimento (ora partito) 5 stelle 8 punti e lasciare a questi ultimi l’onere della responsabilità politica di dire il proprio parere. La meschinità sta nel fatto di non prendere in considerazione quella che era evidentemente l’unica alternativa attuale, cui potevano aderire anche quelli del Movimento di Grillo. Imbarcare tutti i partiti. Aprire la porta e fare politica anche con il PDL, come acutamente fecero i padri della costituzione che videro in un comune lavoro liberali, laici, massoni, stalinisti e cattolici. Tutto per il bene nazionale. Ce n’era bisogno! Come oggi c’è bisogno.

No, Bersani – questa è la meschinità – con il PDL di Berlusconi non tratta. Deve cambiare leader il Popolo della Libertà. Dieci milioni di idioti che hanno seguito Berlusconi solo perché toglieva l’IMU? Ma davvero il PD pensa che questa fetta di popolo non voterebbe questo partito per ragioni anche nobili? Che negli 8 punti del PD non siano possibili ampie convergenze?

Che una legge elettorale, quella proposta da Bersani che privilegia i collegi, non sia una mini truffa per far si che gli apparati di partito decidano ancora loro chi sono i presentabili, collegio per collegio? (Un mini-porcellum!!!) E non sia meglio una legge libera sulle preferenze delle persone da eleggere? Che sui costi della politica e sul lavoro non sia possibile una convergenza? Insomma con quale faccia di tolla un leader dell’opposizione afferma “con te non tratto – cioè i tuoi 10 milioni di cittadini non sono oggetto di interesse – perché chi li guida non mi va”.

Piuttosto cerca il consenso dell’antipolitica grillina: quella che si regge con un capo che opera dietro le quinte – non votato - e guida come un burattinaio i suoi! Ma il PD è degno di ricevere un mandato di questa natura?

La seconda meschinità è di farsi beffa del Capo dello Stato. Come se costui dovesse esaminare i veti al PDL come doveri per la sua carica. Se ad esempio in lui vi fosse l’auspicio di una pacificazione tra PD e PDL dovrebbe innanzi tutto esaminare le precondizioni e i pregiudizi e non il bene della nazione. Non si dovrebbe seguire la sua proposta? Un Capo dello Stato non più libero, ma trattato da vecchio comunista coeso all’apparato, quando egli ha dimostrato attenzione al paese da persona libera e desiderosa di non aver vincoli. Da nessuna parte.

La terza meschinità è della Magistratura, dal Consiglio Superiore della Magistratura, la Associazione magistrati e il tribunale di Milano in particolare, e alcuni magistrati molto politicizzati. (Ormai lo sanno tutti che certi magistrati fanno politica attraverso il loro ruolo nella Magistratura!) E’ davanti agli occhi di tutti come in questi anni alcuni processi sono camminati ad orologeria. V’è stata una attenta e pervicace attenzione a Silvio Berlusconi per toglierlo di mezzo – certo cavolate lui ne ha fatte ma non meno di altri politici e non…pensiamo al Monte Paschi: non v’è stato alcun avviso di garanzia per i politici del PD che hanno dettato l’agenda e la governance di questa banca, perché? – giungendo persino a condannarlo, unico in Italia, per rivelazione del segreto istruttorio. Un segreto istruttorio che è stato vilipeso da 20 anni, da quando anche il pool mani pulite ne fece uso a piene mani per sputtanare gli inquisiti prima della condanna. Ma vediamo che prima volta in Italia: il parere di primari medici di un ospedale devono vedersi “verificati in competenza” da altri medici di altri ospedali, su incarico di un giudice.