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BERLUSCONI CONTRO I PM/ La tattica del Pdl per tornare subito al voto

Pubblicazione:martedì 12 marzo 2013

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Il tallone d’Achille del centrodestra è proprio quello di non aver un Berlusconi di ricambio, né di lavorare alla costruzione di una leadership alternativa, forse anche per colpa del Cavaliere che non ama certo chi cerca di fargli ombra. Scatenare l’inferno contro la magistratura diventa allora una scelta obbligata per difendere con il proprio fuoriclasse anche la ragione sociale. E in questo braccio di ferro con le toghe il fattore tempo può diventare determinante. Dal momento che il Pd appare tetragono nel suo no all’offerta di una convergenza nell’interesse del paese intorno ad un esecutivo di larghe intese (o “del presidente”, questione poco più che nominalistica), il Pdl non può che puntare sull’immediato ritorno alle urne.

Gli ultimi segnali di fumo che democratici e grillini si scambiano fanno supporre che gli uomini di Berlusconi non saranno coinvolti né nella scelta dei presidenti delle Camere, né in quella del successore di Napolitano al Quirinale. E allora meglio puntare tutto sul voto anticipato a giugno per tentare il tutto per tutto: il candidato premier – Alfano lo ha già fatto capire – sarebbe ancora Berlusconi, che picchierebbe duro tanto sull’irresponsabilità dei rappresentati di Grillo, cercando di scavalcarli nella corsa dell’antipolitica, quanto sulla miopia di Bersani e compagni, su cui cercherà di far ricadere la responsabilità di non aver voluto un’intesa alta e nobile. Il tutto condito con l’aura del perseguitato politico. Uno scenario pressoché perfetto per condurre una campagna elettorale tutta all’attacco. Sempre che la magistratura non arrivi prima a impedirgli di continuare la sua battaglia.



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