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Politica

BERLUSCONI CONTRO I PM/ La tattica del Pdl per tornare subito al voto

Il Pdl ha marciato compatto sul palazzo di giustizia di Milano. E ha chiesto udienza al Capo dello Stato. Davvero Berlusconi non ha tregua. Tanto vale farne una strategia. ANSELMO DEL DUCA

Silvio Berlusconi (InfoPhoto)Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

Piove sul bagnato. Se fosse per Giorgio Napolitano la grana giustizia se la sarebbe tranquillamente risparmiata. Invece non ha potuto sottrarsi alla richiesta di udienza venuta dai vertici del Pdl. Ne andava della sua terzietà in un momento già di per sé istituzionalmente delicatissimo. Ma ad Alfano, Cicchitto e Gasparri non potrà offrire altro che un caffè e la sua massima attenzione, richiamando ciascuno dei poteri dello Stato a rimanere nell’alveo proprio, segnato dalla Costituzione.

Alfano e i suoi accompagnatori discenderanno dal Colle dopo aver incassato un’attenzione mediatica elevata, ma ben pochi risultati concreti. Soprattutto per loro l’allarme rosso accesosi intorno all’offensiva giudiziaria contro Berlusconi non potrà certo dirsi spento. Allarme per la verità tutt’altro che imprevisto, dal momento che quasi tutti i processi berlusconiani avevano conosciuto una stasi in tempo di campagna elettorale, così da evitare troppe polemiche. Una stasi che era chiaro fosse destinata ad essere di breve durata.

Per alcuni dei procedimenti è corsa contro il tempo per evitare la prescrizione, per altri, come il processo Ruby, la prescrizione è lontana e una condanna potrebbe costituire un colpo mortale al Cavaliere redivivo dopo l’insperato risultato elettorale del 24 e 25 febbraio. In più si è aperto all’improvviso il fronte napoletano dell’inchiesta sul voto di scambio che ruota intorno alle giravolte del senatore Sergio De Gregorio, con la richiesta di giudizio immediato su cui pende la possibile incompetenza territoriale, visto che un’analoga inchiesta era già aperta da tempo a Roma.

Su ciascuno di questi fronti il Cavaliere ricoverato al San Raffaele darà sicuramente battaglia assistito da batterie di avvocati, com’è suo diritto di cittadino. È sul versante politico che però la situazione si fa sempre più ingarbugliata. Una sensazione di lento strangolamento che ha spinto il centrodestra ad alzare i toni dello scontro sino a sollevare un vero e proprio conflitto istituzionale plasticamente rappresentato dalla marcia dei parlamentari sul palazzo di giustizia meneghino, ai loro occhi principio e fine di tutti i mali del berlusconismo.

La situazione del Pdl è in questo momento paradossale: ha sfiorato la vittoria elettorale, ma rischia di rimanere fuori dal gioco politico per una doppia conventio ad excludendum, quella del Pd e quella dei grillini. Ma il rischio più grande è quello di essere privato per via giudiziaria del suo leader, che si è dimostrato unico ed insostituibile, nonostante la veneranda età di 76 anni (77 a settembre).