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GIUSTIZIA/ Alfano incontra Napolitano: continueremo a difendere Berlusconi

Giorgio Napolitano ha ricevuto oggi al Palazzo del Quirinale il segretario del Pdl Angelino Alfano e i presidenti uscenti dei gruppi parlamentari del partito Cicchito e Gasparri

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto oggi al Palazzo del Quirinale il segretario del Pdl Angelino Alfano e i presidenti uscenti dei gruppi parlamentari del partito Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. “Essi - si legge in una nota del Quirinale - gli hanno rappresentato preoccupazioni di carattere politico-istituzionale per recenti sviluppi delle vicende giudiziarie riguardanti il leader del loro partito e capo della loro coalizione. I rappresentanti del Pdl hanno altresì espresso piena consapevolezza della natura delle responsabilità e delle prerogative del Capo dello Stato che non può interferire nell'esercizio del potere giudiziario, e quindi non gli hanno rivolto alcuna richiesta di impropri interventi in materia”. In una successiva nota, Alfano, Cicchitto e Gasparri hanno parlato di un “incontro molto rispettoso, chiaro e schietto con il presidente delle Repubblica”. “La nostra posizione è nota – aggiungono i tre - è in corso un tentativo di eliminazione per via giudiziaria del leader del centrodestra italiano che milioni di elettori hanno nuovamente scelto con un consenso che ha prodotto un sostanziale pareggio alle ultime elezioni”. Il Pdl, quindi, “continuerà a difendere le ragioni di Berlusconi”. Questa mattina il Capo dello Stato aveva espresso il suo rammarico “per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia - si legge nel comunicato del Quirinale - Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano. Il Capo dello Stato, nel fare appello a un comune e generale senso di responsabilità perché non appaia messa in questione né la libertà di espressione di ogni dissenso né l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ha auspicato un immediato cambiamento del clima venutosi a creare”.

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