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NAPOLITANO/ Zanon (Csm): giustizia e politica ostaggio dei "nuovi giacobini"

Pubblicazione:mercoledì 13 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 13 marzo 2013, 8.37

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Si tratta di qualcosa che non va salutato con soddisfazione, ma con preoccupazione. La politica dovrebbe essere in grado di riprendere il suo ruolo e sapere tornare al centro della scena, anche con proposte coraggiose di riforma della giustizia che dovrebbero coinvolgere lo stesso testo della Costituzione. Tutto ciò richiederebbe però uno scenario e una realtà politico-istituzionale molto diversa da quella che purtroppo stiamo vivendo.

 

A proposito delle accuse di un intervento dei giudici per scopi politici, Napolitano parla di “aberrante ipotesi” e “inammissibile sospetto”. Che cosa ne pensa di queste espressioni?

Queste espressioni hanno un duplice significato. E’ aberrante formulare questa ipotesi ed è inammissibile nutrire questi sospetti, ma nello stesso tempo per Napolitano sarebbe aberrante e inammissibile che si verificasse questo intervento dei giudici per scopi politici. Oltre a rivendicare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, nel secondo comunicato pubblicato ieri dal Quirinale c’è un intervento interessante sulla garanzia dei diritti della difesa e del giusto processo. C’è inoltre un richiamo, che è una costante negli interventi di Napolitano, attraverso cui si invitano i magistrati a non sentirsi investiti di improprie missioni salvifiche, né come pubblici ministeri né come giudici. C’è infine un’orgogliosa rivendicazione dell’autonomia della politica. Diritto alla difesa, equilibrio della magistratura e dei magistrati e autonomia della politica sono tre aspetti che emergono con forza e che danno il segno di una presidenza che è stata forse la più autorevole degli ultimi decenni.

 

Napolitano è intervenuto dopo la manifestazione del Pdl in tribunale, ma nessuno ha parlato quando Grillo ha minacciato di marciare sulla Camera dei deputati …

Ritengo che non si debba né manifestare dentro a un tribunale, né marciare sulla Camera dei deputati. Il Parlamento è il luogo simbolico della rappresentanza della nazione, e quindi c’è un aspetto sacro che caratterizza il luogo fisico in cui si concentrano i rappresentanti eletti dal popolo. Per fortuna il Movimento 5 Stelle ha rinunciato a marciare sulla Camera, ora il mio auspicio è che mostrino anche loro un maggiore senso delle istituzioni.

 

Perché le reazioni nei confronti delle iniziative di Pdl e Movimento 5 Stelle sono state così diverse?

Questo è un altro aspetto molto preoccupante ed estremamente pericoloso. Il senso del fastidio per la politica si è trasferito nel rifiuto di alcuni luoghi istituzionali nei quali questa si svolge. Ciò che mi preoccupa sul piano culturale del Movimento 5 Stelle è questa svalutazione dei luoghi simbolici della rappresentanza nazionale. Del resto il loro chiamarsi cittadini, il fatto di ispirarsi a prassi giacobine, fa venire in mente molte cose tipiche di un certo periodo della rivoluzione francese.

 

In che senso? 


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