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RENZI/ Pronto a candidarmi se Bersani fallisce. Il "Job Act" per il lavoro

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Matteo Renzi cambia idea? Sin da subito, dopo il controverso risultato elettorale delle recenti elezioni, il sindaco di Firenze si era decisamente chiamato fuori, dicendo che non avrebbe messo nessun bastone fra le ruote del collega Bersani e che avrebbe continuato a svolgere il suo ruolo di primo cittadino di Firenze. Adesso invece sembra aver proprio cambiato opinione: lo dice in una intervista che sta per uscire sul settimanale L'Espresso: se Bersani non dovesse riuscire a formare un governo, sono pronto a candidarmi io alle prossime elezioni come leader del centrosinistra. In sostanza questo il succo del suo discorso, avverte però che lo farà se ci saranno le condizioni per farlo. Di fatto, è un po' quello che quasi tutti nella sua coalizione pensavano, però senz'altro il fatto che Renzi sciolga le riserve è un passo avanti. Nel corso dell'intervista dice anche di star preparando quello che lui definisce un "job act" cioè un piano per il lavoro che definisce innovativo. Nell'intervista si parla anche dei rapporti con Grillo, del problema finanziamento ai partiti che lo ha visto più volte scontrarsi con Bersani, del prossimo presidente della Repubblica. «Sono rimasto nel Pd e con Bersani non solo perché sono leale alla Ditta, ma anche perché penso che per l'Italia sia utile avere due grandi partiti: non possiamo continuare con l'idea che ognuno si fa il suo partitino» dice. Per quanto riguarda il possibile governo, pensa che non avrà lunga vita e che l'importante sia che faccia una buona legge elettorale. Poi fa un paragone con le elezioni del nuovo Papa: se alla Sistina si votasse con il Porcellum, verrebbero eletti quattro papi. 



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