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IL CASO/ Barcellona: cosa c'entra la "fumata bianca" con Grillo e Berlusconi?

La terza Repubblica inizia all'insegna dell'incertezza. Gli scandali e il problema impellente della legittimità di governo  evidenziano la necessità di cambiamento.

Quirinale (Infophoto) Quirinale (Infophoto)

Una nebbia improvvisa è calata l'altro giorno sulla mia città. Dalla mia finestra non vedevo che macchie nere interrotte qua e là da qualche luminescenza. Il carattere assolutamente straordinario di questo evento per una città del sud sul mare mi ha trasmesso un senso di oppressione e quasi di claustrofobia che non avevo mai provato in altre città piene di nebbia. A Milano la nebbia può infastidire ma non sgomenta. Continui a sentirti a casa tua. A Catania la nebbia ti prende invece alla gola e ti produce un disagio da improvviso spaesamento.

Questa immagine mi viene in mente adesso che sto cercando di riflettere sulla situazione politica dopo la recente vicenda elettorale. Mi sembra, infatti, che sul nostro Paese stia calando una nebbia fitta e opaca che impedisce di vedere effettivamente ciò che è accaduto e che accade, quasi che si volesse cancellare l'insieme dei significati sconvolgenti che stanno assumendo giorno per giorno gli eventi della vita quotidiana. Al di là di tutte le analisi sul voto che gli italiani hanno espresso il 24 e 25 febbraio, un dato dovrebbe essere certo: lo sconvolgimento totale del quadro politico. I due partiti maggiori hanno perso insieme nove milioni di consensi; un movimento guidato da un comico di professione ha raccolto milioni di consensi sulla semplice proposta di cacciare tutti, politici, parlamentari, poteri e partiti che hanno governato il nostro Paese negli ultimi decenni. Il Parlamento registra una presenza inaudita di nuove reclute arrivate dalle più disparate regioni del Paese più con la voglia di fare folklore che con il desiderio di governare l'Italia. L'espressione dantesca "non donna di provincia ma bordello", appare fin troppo tenera per descrivere una situazione di sbraco, di confusione, di omertà diffusa e di brutalità verbale.

Da che cosa nasce questa impressione e quali sono i fatti che invece dovrebbero stimolare subito una riflessione su quella che sicuramente rappresenta una svolta epocale del nostro sistema politico? I partiti, il parlamento e le istituzioni che hanno disegnato la nostra geografia politica sono tutti "scassati" da un vero e proprio uragano. Tutti, dando vita ad incontri più o meno addomesticati, fanno appello alla gravità della situazione e al famoso rischio di fare la fine della Grecia ma nessuno prova ad affondare il bisturi nelle ferite.

Cominciamo dal fenomeno Grillo. Al di là di ogni considerazione, il primo oggetto di analisi dovrebbe essere il linguaggio che circola in questo movimento così simile al genere di discorsi che circolavano in Germania  prima delle elezioni tedesche del 1932: