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IL CASO/ Barcellona: cosa c'entra la "fumata bianca" con Grillo e Berlusconi?

Quirinale (Infophoto) Quirinale (Infophoto)

Il quadro appena delineato non può non apparire obiettivamente destabilizzante e trasformare l'intero Paese in una pura terra di conquista di capitali stranieri, sotto il peso sempre più incalzante di una continua rappresentazione internazionale di tutte le nostre anomalie che ci discredita anche come cittadini singoli.

L'incapacità delle classi dirigenti dei partiti storici e anche delle nuove formazioni non meglio identificate trova un drammatico riscontro nei preparativi delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno in molte città italiane. Nella mia città, nonostante permanga uno stato preoccupante di degrado generale, stiamo assistendo a penose dispute di palazzo con gruppi di pressione ben identificati che stanno contrattando la divisione del mantello di Cristo. Già il modo in cui si continuano a proporre candidature senza alcuna forma preventiva di selezione, magari ricorrendo alla riesumazione di figure ormai scomparse dalla scena, mostra il cinismo e la spregiudicatezza di una città narcotizzata dalla sfiducia e dalla disperazione per l'assenza di un futuro. Non è una caduta nel particolarismo sollevare in questo contesto anche il problema della città di Catania, perché ho sempre sostenuto che una vera riforma di questo Paese debba cominciare da una rinascita delle città, le mille città che tessono la rete della nostra convivenza.

Il futuro della politica si gioca su un progetto di città felice dove, come insegnavano i greci, lo scopo dell'agire collettivo è creare le condizioni di una libera convivenza. È la città il luogo in cui si radica la libertà dei cittadini, e una città affidata a scelte oligarchiche e a gruppi di pressione è il contrario della promessa di vera libertà di cui tutti abbiamo bisogno in un momento storico nel quale ciascun cittadino si sente minacciato nella sua vita materiale e nella sua libertà di parlare. Le prossime settimane saranno decisive e spero tanto che una rapida apparizione della fumata bianca possa essere il segno di un autentico cambiamento che produca una "conversione" della sete di potere in desiderio di vivere meglio e in armonia con il proprio posto nel mondo.

 

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