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ELEZIONE CAMERA E SENATO/ Polito: il piano "B" di Bersani

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E’ presumibile che Bersani speri ancora che un atteggiamento così generoso e altruista spinga un numero sufficiente di senatori grillini di staccarsi da Grillo e a votare la fiducia al nuovo governo. Ci dovrebbe essere una fronda di almeno 20 senatori intenzionati a spiegare ai propri elettori, attraverso il Blog e tutti gli altri strumenti che normalmente usano, che non si può dire sempre  no a tutto. In sostanza, Bersani cercherà di determinare, nell’opinione pubblica, le condizioni affinché un’operazione del genere venga accettata.

 

Nelle previsioni di Bersani,  chi ci dovrebbe essere alla guida del governo cui i grillini potrebbero dare la fiducia?

Sarebbe lui stesso. E’ intenzionato, se non riuscisse a farsi appoggiare da una ventina di parlamentari M5S (oltre che dai montiani), a chiedere elezioni anticipate a giugno. Anche in tal caso sarebbe lui il candidato premier del Pd ed avrebbe gioco facile a invitare gli elettori di sinistra a votarlo. Potrebbe dimostrare di aver fatto di tutto per mettere in piedi un governo, ma che i grillini glielo hanno impedito. Fino ad allora, resterebbe in carica il governo Monti, per gestire l’ordinaria amministrazione. Ma attenzione: tutto questo è solo e soltanto il progetto di Bersani.

 

Ci dica cos’è verosimile.

Se Bersani fallisce, l’attuale o il futuro capo dello Stato o potrebbe fare un altro tentativo, e trovare un nome che riesca a mettere insieme una maggioranza di governo.

 

Una tale maggioranza esiste solo se anche il Pd è d’accordo.

E potrebbe esserlo. Alla fine, posto che venga individuata, accetterà la soluzione del Quirinale.

 

Bersani, a quel punto, sarebbe definitivamente estromesso dai giochi?

Sì. Del resto, la sua partita se l’è giocata: in campagna elettorale ha chiesto i voti per governare in maniera autosufficiente con Vendola e non ci è riuscito. Se non ci riuscisse neanche con Grillo, ma si trovasse una soluzione alternativa ad un governo guidato da lui, a quel punto sarebbe costretto a passare la mano.

 

Il governissimo Pd-Pdl è un’ipotesi ormai accantonata?

Un governo politico tra i due è pressoché impossibile. Anche e soprattutto per la virulenza dello scontro che si è riacceso sulla giustizia, e per il comportamento del Pdl che sembra preoccuparsi della sorte giudiziaria del suo leader sopra ogni altra cosa. 

 

(Paolo Nessi)

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