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SCENARIO/ 1. Adinolfi (ex Pd): la sinistra pigliatutto ci porta al "golpe" istituzionale

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Non è possibile che ci sia un accordo sottobanco: al Pd le Camere, al centrodestra il Quirinale?

Lo escluderei: il quadro numerico ci dice che il Pd più Monti può eleggere il presidente della Repubblica da solo, non ha bisogno di fare accordi.

 

Potrebbe essere lo stesso Monti?

Francamente dopo le vicende di questi giorni non credo, penso invece che la candidatura di Prodi si rafforzi moltissimo in questo scenario. Avrei preferito per Prodi uno scenario meno apocalittico di quello che avremo quando si comincerà a votare per il capo dello Stato.

 

In che senso apocalittico?

Siamo davanti a un clima che si farà pesantissimo con i 5 Stelle in forte difficoltà e con il Pdl che andrà sulle barricate. Avremo mezzo paese ripiegato nell'idea che il centrosinistra abbia provato a prendersi tutto. Anche perché il 20 marzo cominciano le consultazioni del Quirinale e il Pd chiederà l'incarico per Bersani.

 

Con l'intenzione di prendersi anche il governo.

Napolitano darà l'incarico pieno a Bersani, lui giura ed entra in carica anche senza fiducia, perché la procedura è che il governo giura al Quirinale, poi va alla Camera per accettare la fiducia. Se pure non ottenesse la fiducia sarebbe comunque il governo Bersani a gestire le elezioni. Tutto questo è al limite del golpe istituzionale.

 

Ma perché Bersani fa così?

Per le stesse ragioni del 2006: perché quando hanno due voti di vantaggio pensano di fare la voce grossa. E' una tentazione egemonica che c'è sempre stata nell'ala, chiamiamola, post-comunista del Pd, ed è anche un grave errore anche culturale.

 

Su twitter lei ha sottolineato la confusione vissuta dai senatori grillini, crede che questa confusione sia la cifra della loro presenza parlamentare?

La loro confusione spiega quanto sia lucido Grillo quando dice ai suoi parlamentari di non parlare, di non farsi vedere, di non andare in televisione. Ai grillini serve una guida fortissima perchè sono inesperti. Devono comportarsi da partito pesante, non da partito che fa gli psicodrammi come li abbiamo visti fare in queste ore tra pianti e lacrime. Questo va bene i primi due giorni, dopo che sei stato eletto, ora però devono capire che la politica non è roba per mammolette ma si gestisce in maniera seria. Grillo e Casaleggio hanno la visione, la sanno incarnare e hanno l'idea politica di cosa fare con i voti che hanno preso. Se si affidano invece a degli improvvisati sprecano tutto il vantaggio che hanno accumulato. 



(Paolo Vites) 

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COMMENTI
19/03/2013 - servono le condizioni per mantenere le promesse... (ANTONIO Saini)

Per mantenere le promesse elettorali servono le condizioni. Berlusconi non restituisce l'imu non avendo la maggioranza. Bersani, non avendo il 51% non può governare " come se avessimo il 49%". Allora, avendo meno del 30%, può governare " come se avessimo il 100%".

 
17/03/2013 - Ma quale golpe istituzionale? (Giuseppe Crippa)

Non concordo affatto con l’analisi di Adinolfi, che paragona l’elezione di Grasso e della Boldrini con quelle di Bertinotti e di Marini nel 2006. A parte il fatto che mentre Bertinotti e Marini avevano fatto politica (Bertinotti) o para-politica (il sindacato, Marini) per decenni prima di arrivare a quelle presidenze mente Grasso e Boldrini si sono affermati in campi ben diversi e lontani dalla politica, Adinolfi mostra di non ricordare che Laura Boldrini è in politica da poche settimane e Grasso si è presentato come indipendente nelle liste del PD. Si tratta quindi di figure dotate di personalità forti e non facilmente condizionabili dai dirigenti della coalizione che li ha proposti. Chiedo al grande stratega (a poker, certamente) Adinolfi: “Perché il PdL non ha presentato candidature altrettanto forti e non facilmente condizionabili dal presidente del partito? Forse perché non ne dispone?”