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RUMORS/ Gianni Letta al Quirinale in cambio di Bersani premier?

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A Bersani non resta che puntare tutte le sue carte su un’intesa con Beppe Grillo, magari intorno a un nome alla Grasso, o alla Boldrini, un nome a cui “non si può dire di no”. Realistico? Nella mente del segretario democratico probabilmente sì. Del resto, non si potrebbero leggere in altro modo i continui segnali di fumo inviati in direzione del Movimento 5 Stelle, ultimo in ordine di tempo l’apertura a rivedere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti entro luglio.
Allo stato, però, questo è un autentico azzardo, anche se il cedimento del gruppo grillino al Senato con una quindicina di voti pro Grasso, autorizza a sperare che una breccia si sia aperta nelle mura del fortino a cinque stelle. Ma se il Fort Alamo organizzato dal comico genovese dovesse resistere, tutto tornerebbe in alto mare, e i democratici dovrebbero tornare sui loro passi e rivedere le loro strategie.
Il terreno su cui si misurerà la strategia bersaniana sarà però quello della formazione del nuovo governo. Nulla è scontato, neppure che il segretario democratico riceva l’incarico da Napolitano, vista l’incertezza dei numeri nell’aula di Palazzo Madama. Potrebbe essere un incarico esplorativo, o un reincarico, vecchi termini da prima Repubblica che riaffiorano all’alba della terza.
Lì si giocherà la partita decisiva, non solo sulle cariche istituzionali, ma anche sulla durata della legislatura.

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COMMENTI
18/03/2013 - commento (francesco taddei)

sembrano gli schemi di sacchi. la libertà tornerà solo con la democrazia diretta e il depotenziamento dei partiti fino al midollo.