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GOVERNO (?)/ Rondolino: Bersani, la vittoria di Pirro ti costa Palazzo Chigi

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Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)  Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Continuare a chiedersi se Napolitano deciderà o meno di affidare l’incarico a Bersani o no cela un equivoco. Il fatto è che il Pd non ha la maggioranza, mentre nessuno degli altri partiti è intenzionato a votargli la fiducia. Sarebbe un errore, oltretutto, pensare che siccome alcuni Parlamentari dell’M5S hanno appoggiato l’elezione di Grasso, ce ne saranno altrettanti disposti a votare un governo che non sia il loro. Il presidente del Senato, infatti, nello schema semplificatorio e primitivo dei grillini è stato eletto nella prospettiva antimafia (Grasso) contro mafia (Schifani); ma si è trattato pur sempre del voto ad una persona. Appoggiare un governo, invece, significa condividerne in qualche misura la linea politica. La questione, quindi, è chiusa.


Eppure, il Pdl ha fatto sapere che se almeno il presidente della Repubblica non venisse eletto tra le fila della sinistra, ma fosse un moderato, potrebbe appoggiare un governo Bersani.

Sì, ma la proposta del segretario del Pd, Angelino Alfano, è stata immediatamente respinta al mittente.  

 

Quindi?

Mi pare che non vi sia alternativa ad una maggioranza istituzionale che cambi la legge elettorale e traghetti il Paese verso nuove elezioni. Un maggioranza guidata da questa ormai fantomatica personalità dall’elevato profilo istituzionale. In uno schema di questo tipo, Bersani avrebbe sicuramente un ruolo. Ma, a quel punto, anche Berlusconi e Monti.

 

Crede, in ogni caso, che il centrosinistra sia intenzionato a prendersi anche la presidenza della Repubblica?

Questo mi pare più difficile. I presidenti delle Camere resteranno in carica non più di sei mesi (è noto, infatti, che ci stiamo avvinando alle elezioni anticipate), mentre quello della Repubblica ce lo teniamo sette anni. La questione è molto più delicata. Per eleggere il capo dello Stato, inoltre, il Pd avrà bisogno anche dei voti dei montiani.

 

Berlusconi ha minacciato che, se si prenderanno anche il Quirinale, sarà «battaglia ovunque, in Parlamento e nelle piazze»

Credo che si tratti semplicemente di campagna elettorale. La manifestazione di fronte a Palazzo di giustizia, piuttosto che la prossima manifestazione a Roma non sono da considerare scelte politiche strategiche, ma tatticismi finalizzati alla campagna elettorale. Berlusconi, semplicemente, scommette che le elezioni saranno a breve e si prepara a combattere.  

 

(Paolo Nessi)  



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