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NAPOLITANO/ Quella destra-comunista a cui non piace il vetero-Bersani

Pubblicazione:martedì 19 marzo 2013

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Ma a vincere sul futuro del nuovo partito, che resta anticapitalista (non c'è stata una Bad Godesberg come nella socialdemocrazia tedesca), è Achille Occhetto, con un programma e un'organizzazione improvvisata, che alla fine partorirà più che un partito una sorta di “comitato elettorale”.
Giorgio Napolitano non cercherà di “rompere” anche con quello che resta del suo passato, ma di certo la sua indipendenza di giudizio, la sua vocazione riformista e moderata non lo mettono sulla stessa sintonia del “nuovo partito”. Probabilmente sa anche bene che, quando nel partito i problemi restano insolubili, alla fine, la sua personalità è quella che, nell'ambito della sinistra, è la migliore soluzione per ricoprire alcuni incarichi istituzionali. E' stato così in fondo anche quando è diventato Presidente della Camera, ma soprattutto ministro dell'Interno e più che mai quando è stato eletto Presidente della Repubblica. In quest'ultima occasione, il candidato “in pectore” si chiamava Massimo D'Alema. Forse qualcuno se lo è dimenticato in questa Italia di “smemorati”.
Ora si pone il problema di come Napolitano, con la sua storia, affronterà questa crisi. Come tutti i grandi riformisti, Napolitano è un realista, con senso della tradizione e spirito innovativo, che ha orrore del “vuoto” in politica e diffida dei “salti nel buio”. Ci si chiede se affiderà a Pier Luigi Bersani un incarico difficile, perché per la maggioranza al Senato mancano una quarantina di voti.
In queste ore, per un eventuale governo di Bersani, si parla nell'ordine di: “dissidenti “grillini”; appoggio dei “montiani”; possibile astensione “leghista”. E' un terreno molto friabile che al Presidente della Repubblica creano probabilmente molti dubbi. In tutta questa vicenda ingarbugliata, fa impressione che il “socialdemocratico” del vecchio Pci debba di nuovo risolvere i problemi dei suoi “vecchi compagni”, che invocano “nuovismo” a tutti i costi e si muovano con un tratto di neo-massimalismo che non ha mai portato buona fortuna.



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COMMENTI
19/03/2013 - essere vecchi (luisella martin)

Sono certa che il presidente Napolitano, che ha la saggezza degli uomini anziani, non diversa dalla saggezza dei cardinali e dei papi, farà quanto ha raccomandato il nostro Papa Francesco:Camminare, edificare, confessare. Camminerà:andrà incontro al Paese che piange in questo momento; Edificherà:saprà costruire una soluzione servendosi di pietre vive; Confesserà:il suo credo democratico di sempre. Perché si può essere di destra o di sinistra, comunisti o clericali, liberali o fascisti,ma prima di tutto la storia chiede ai governanti di essere uomini(o donne, naturalmente!)veri! Temo che la crisi del nostro paese discenda proprio dall'aver "ingessato" i nostri ideali, impedendoci così di muoverci, di camminare verso la salvezza dell'Italia. Dalla Cina vengono suggerimenti al Presidente, perché non aiutarlo anche da parte dell'Italia dei giornalisti, molti dei quali così ben preparati come l'autore dell'articolo?