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SCENARIO/ Rondolino: l'Italia può farcela senza governo (e Bersani), ecco come

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Mi pare che l’unica ipotesi verosimile consista in un’alleanza tra Pd e Pdl. Entrambi hanno espresso un giudizio identico su Grillo. In un Paese normale, due forze del genere si siedono attorno a un tavolo e, in virtù del nemico comune, si accordano, per un periodo di tempo limitato volto a mettere in campo un certo numero di riforme per poi tornare alle elezioni e a dividersi. Si tratterebbe di una scelta responsabile che rappresenterebbe il 60 per cento degli italiani e che in un qualunque Paese del mondo occidentale non scandalizzerebbe nessuno.

 

Quale dovrebbe essere il contenuto programmatico di un’alleanza del genere?

Un governo del genere potrebbe, semplicemente, gestire l’ordinaria amministrazione, tamponare le intemperie economiche e varare una nuova legge elettorale. Poi, in autunno o in primavera, si dovrebbe tornare a votare.

 

Le non crede che un governo simile potrebbe anche cambiare l’architettura del Paese, dando luogo alle riforme istituzionali?

Lo escluderei. In condizioni come quelle attuali non è ipotizzabile una legislatura costituente. Non dimentichiamo che Berlusconi e Bersani sono due leader sul viale del tramonto. Sono privi, quindi, della legittimità necessaria per un’impresa di questo genere.

 

Alessandra Moretti, portavoce di Bersani, ha lasciato intendere che il leader del Pd potrebbe non escludere le dimissioni. E’ possibile?

Mi stupisce, in realtà, che non lo abbia ancora fatto. Non credo, a questo punto, che lo faccia nei prossimi giorni. A meno che i dirigenti del Partito non decidano di cacciarlo. Potrebbero procedere in nome di un sussulto di responsabilità o perché, liberandosi del segretario, salverebbero se stessi.

 

Renzi potrebbe essere il candidato premier di un governo di larghe intese?

Lo escludo nella maniera più assoluta. Al di là della sua smentita, non dobbiamo dimenticare che la sua forza consiste proprio nello starsene fuori dai giochi di partito. Si è candidato a premier, la sinistra gli ha sbattuto le porte in faccia, ed è tornato a fare il sindaco. Ripresentarsi adesso, in una legislatura avvelenata e senza uscita, sarebbe svantaggioso e contradditorio. Aspettarà, evidentemente, il prossimo giro. Allora sì che avrà molte chance di farcela.

 

Si vocifera che il governo di larghe intese potrebbe essere guidato da Giuliano Amato, mentre le presidenze di Camera e Senato sarebbero conferite, rispettivamente, a D’Alema e Berlusconi.

Non credo che sussistano le condizioni per un’operazione di questo genere, interamente rivolta al passato. Giocarsi questi nomi ampliamente consumati non farebbe altro che consentire a Grillo, alle prossime elezioni, di vincere; e, questa volta, sul serio.

 

Secondo lei, chi potrebbe essere il prossimo premier?



COMMENTI
02/03/2013 - Scoglio legge elettorale (GIOVANNI PIERONI)

In questa situazione di empasse, il problema maggiore ma propedeutico alla soluzione di tanti altri è raggiungere un accordo per una nuova legge elettorale. Difficilmente i neolettti si metteranno d' accordo. Bisogna pensare a un probabile ritorno a votare nei prossimi mesi con l' attuale legge elettorale, con nuove coalizioni (in particolare centrodestra + Monti)