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SCENARIO/ Rondolino: l'Italia può farcela senza governo (e Bersani), ecco come

Secondo FABRIZIO RONDOLINO, non resta che un governo di larghe intese guidato da una personalità in grado di dar vita ad una maggioranza capace di escludere Beppe Grillo dai giochi

Pier Luigi Bersani (InfoPhoto) Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

Domina l’incertezza assoluta e tutte le opzioni sul fronte delle alleanze sono in campo. Da questo punto di vista, la giornata di ieri è stata caratterizzata da una serie di retroscena immediatamente smentiti dei diretti interessati. Smentite che hanno lasciato trapelare, a dire il vero, una certa irritazione, quasi fosse stato messo il dito nella piaga. In ogni caso: dopo che è stato scritto che Bersani e Vasco Errani si sarebbero detti convinti di aver persuaso un numero di grillini sufficiente a sostenere il prossimo governo di centrosinistra, è giunta la replica di Grillo. «Il M5S, i suoi eletti, i suoi attivisti, i suoi elettori non sono in vendita». Poi, ha chiosato: «Questi hanno la faccia come il culo». Contestualmente, si è ventilata l’ipotesi di una disponibilità di Renzi a guidare un governo di larghe intese. Ma il sindaco di Firenze non ci ha pensato due volte a precisare che l’idea non gli è passata neanche per la testa. Abbiamo chiesto al giornalista e scrittore Fabrizio Rondolino quali potrebbe essere le prossime mosse del centrosinistra.

 

Al di là della velocità con cui Grillo si è affrettato a sconfessare Bersani, un accordo tra Pd e M5S è possibile?

Senza ombra di dubbio, no. Ovviamente, qualche grillino che cambierà casacca ci potrà anche essere. Ma pensare che un movimento del genere, con un tale grado di coesione, sia pronto il giorno dopo le elezioni a tradire per puntellare il governo Bersani rappresenta un’offesa, anzitutto, nei confronti di quei milioni di cittadini che lo hanno votato. Denota, oltretutto, quel cinismo e quella propensione trasformistica che sono stati alla base della sconfitta del Pd e della vittoria di Grillo.

 

Che prospettive si prefigurano, quindi?

Anzitutto, Bersani, come lui stesso ha ammesso, ha perso. O, meglio, non ha vinto. Quindi, il segretario del Pd non dovrà fare proprio nulla. Dovrà stare fermo. Sarà il capo dello Stato a trovare qualcuno in grado di raccogliere un maggioranza in entrambi i rami del parlamento. Perché nella nostra Repubblica funziona così.

 

Escluderebbe, quindi, un governo Bersani?

Assolutamente. Perché non solo partendo da una posizione di netto vantaggio è riuscito a perdere le elezioni; ma, all’indomani del voto, è riuscito a fare ancora peggio, con una serie di esternazioni che lo hanno esposto al pubblico ludibrio. Con le sue uscite sullo scouting nei confronti dei grillini è riuscito a farsi insultare gratuitamente ed umiliare da Grillo per ben due volte; e così si è completamente giocato la credibilità residua e, di conseguenza, la possibilità di diventare premier. L’incarico, infatti, si conferisce a chi riesce a creare una maggioranza, non a chi è disposto a offrire con disinvoltura punti programmatici in cambio di voti.

 

Che alternative rimangono?



COMMENTI
02/03/2013 - Scoglio legge elettorale (GIOVANNI PIERONI)

In questa situazione di empasse, il problema maggiore ma propedeutico alla soluzione di tanti altri è raggiungere un accordo per una nuova legge elettorale. Difficilmente i neolettti si metteranno d' accordo. Bisogna pensare a un probabile ritorno a votare nei prossimi mesi con l' attuale legge elettorale, con nuove coalizioni (in particolare centrodestra + Monti)