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CL & POLITICA/ La lettera: vi racconto il "miracolo" dell'unità dentro scelte diverse

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Ho pensato allora che forse ancora una volta se vi sarà riscossa in Italia verrà dall’unico fattore unificante in un Paese tradizionalmente frammentario: il cattolicesimo come portatore e promotore di una religiosità autentica, cioè dello sforzo di giudicare tutto (compreso Cristo) a partire dalle esigenze profonde inscritte nel cuore.

C’è da augurarsi che i cattolici impegnati in politica (dentro e fuori dal Parlamento) non lascino che la pressione del potere trasformi i disaccordi in discordia. In un contesto di assoluto disaccordo solo chi vive un’esperienza di concordia potrà avere la forza elaborare soluzioni e progetti nuovi per il futuro. Si noti che con questo non intendo assolutamente paventare un ipotetico partito dei cattolici. Non è accontentandosi di cullare il sogno di essere tutti d’accordo in un unico partito che daremo un contributo reale, anche perché, banalmente, d’accordo non lo siamo. Credo che solo il cammino più lungo e personale di una riscoperta della concordia all’origine, se percorso, nel tempo darà frutti nuovi anche in politica.

In un contesto in cui tutto spinge a pensare l’opposto, occorre non soccombere al nichilismo per cui “l’uomo è ciò che vota”, un po’ come per Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia”.

Nonostante tutte le domande ancora aperte e l’amarezza per non essere riuscito a esprimere un giudizio che rendesse giustizia all’unicità del cuore e all’unicità della realtà, sono grato di aver potuto intravedere un segno di speranza nell’unità con chi cerca di vivere secondo le proprie esigenze originali educate dalla fede.



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COMMENTI
22/03/2013 - Il cuore è uno zingaro e va.. (Claudio Baleani)

Io non ho capito. L'autore parla di politica senza dire quale partito ha votato, limitandosi a dire che è diverso da quello dei suoi amici. Non una parola sulle ragioni delle rispettive scelte. Forse che il merito è indifferente? Si dice che, anche nella diversità, tra questa gente c'è stima. E ci mancherebbe! Ma prima c'è un passaggio interessante: bisogna votare usando i criteri del cuore. Ma questi criteri non sono comuni anche a quelli che cattolici non sono? Oppure si tratta di ragioni simil teologiche? E quali sono questi criteri? Mentre seguo con l'occhio le volute di incenso dico come ho votato io. Io ho votato PDL per ragioni che possono essere intellegite. Il programma era almeno un tentativo di risposta alla crisi. Non posso votare a sinistra perché sono autoreferenziali e incapaci a governare. Vivono sulla luna. Non posso votare Monti perché ha governato male ed è prono all'europa che non ne prende una. Ha chiesto il governo di coalizione. E allora tanto vale votare i partiti che dovrebbero fare questa coalizione. Non posso votare il cantante dello zecchino d'oro perché ha lo scopo di far perdere qualcuno e non di vincere. A Grillo non c'ho pensato.