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CONSULTAZIONI/ Polito: a Napolitano non riuscirà l'ultima impresa

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L’attesa sta per terminare. O forse no. Chiuse le consultazioni, chi spera che l’intoppo politico-istituzionale sarà sciolto oggi e che finalmente avremo un nuovo governo, potrebbe rimanere deluso. Oggi, infatti, Napolitano (come ha del resto annunciato ieri al termine dell'ultimo dei colloqui con le forze politiche) si limiterà a nominare il presidente del Consiglio. Bersani, dal canto suo, ha lasciato intendere che la carica gli spetta di diritto: «checché se ne dica, siamo il primo partito e la prima coalizione. Ci mettiamo al servizio di questa esigenza del paese e dell'Europa». In ogni caso, chiunque  riceverà il mandato dovrà verificare di avere a disposizione una maggioranza che gli voti la fiducia in Parlamento. Probabilmente non ci riuscirà. Cosa accadrà a quel punto? Il punto di vista di Antonio Polito, editorialista de Il Corriere della Sera.


Ieri Pietro Grasso ha detto che sarebbe disposto ad accettare un mandato esplorativo. Come si orienterà Napolitano?

Bersani rivendica per sé la presidenza del Consiglio in nome del risultato elettorale. Napolitano potrebbe anche conferirgli l’incarico. Oppure, potrebbe preferire individuare una personalità terza. Che dovrà disporre di un’elevata caratura istituzionale. Il presidente del Senato Pietro Grasso, indubbiamente, ha, per certi versi, il profilo adatto: è la seconda carica dello Stato e proviene dal partito che rivendica la possibilità di costituire un governo.

 

Cosa gioca a suo svantaggio?

E’ totalmente a digiuno del mestiere del far politica. Che, sebbene non vada di moda, nel momento in cui occorre una personaggio in grado di costituire un governo che convinca le forze politiche a votarlo, sarebbe utile. Non si pensi, inoltre, che sarà accolto con cortesia da quei grillini che lo hanno votato come presidente del Senato; costoro, al contrario, per farsi “perdonare” da Grillo dovranno manifestare un atteggiamento ancora più ostile nei suoi confronti.

 

Il mandato a Grasso avvierebbe il cosiddetto governo del Presidente?

Quel che è certo, è che identificherebbe un percorso alternativo a quello auspicato da Bersani, ovvero il governo di minoranza sorretto dai 5 Stelle; per il resto, esistono una serie di formule, tutto sommato, sovrapponibili, quali “governo istituzionale”, “di larghe intese”, o, appunto, “del presidente”. Quest’ultima, a dire il vero, esprime una sorta di paradosso.

 

Perché?



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