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Politica

SONDAGGI/ Lo tsunami Grillo spazza via Renzi e riporta a galla Berlusconi

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Non c’è ragione per non crederle. Negli ultimi dieci anni, normalmente, ci ha azzeccato. Oltretutto, rispetto a molti colleghi, non ha la “sindrome” del 5 per cento in più automatico alla sinistra.

 

Perché, in ogni caso, il Pdl dovrebbe aver riguadagnato delle posizioni? 

 Per la retromarcia del Pd, anzitutto. Che, in questi giorni, ha collezionato una serie di brutte figure. Le prime, addirittura, risalgono a prima delle elezioni: affermare esplicitamente di voler fare scouting tra i grillini ha denotato un “tafazzismo” senza precedenti. Poco ci mancava, infatti, che parlassero disinvoltamente di compravendita di senatori. L’esito del voto, poi, si è rivelato disastroso: lo stesso Bersani ha ammesso di essere arrivato primo, ma di non aver vinto. Ma l’operazione più autolesionista in assoluto consiste indubbiamente nell’insistere a corteggiare Grillo.

 

Ci spieghi. 

 Per i grillini, Pdl e Pd sono la stessa identica cosa (tant’è vero che sono chiamati da Grillo “pidielle” e “pidimenoelle”). Lo scopo, quindi, è di mandarli a casa entrambi. Pure Monti. Ebbene, mi domando come Bersani abbia potuto pensare che una forza del genere possa mai allearsi con lui. E, infatti, alle continue richieste di un accordo, Grillo sta rispondendo con gli insulti.  Nel frattempo, il Pdl continua a manifestare apertura nei confronti di un accordo con il Pd che, dal canto suo, si ostina rispondere: “mai con Berlusconi”. L’ennesima mossa controproducente. Gli italiani, infatti, sanno che l’urgenza consiste nell’avere un governo in tempi rapidi  e considerano il temporeggiare di Bersani frutto di un mero calcolo elettorale. Si tratta dello stesso motivo per il quale anche Grillo, probabilmente, è destinato a veder ridimensionati i propri consensi. 

 

(Paolo Nessi) 

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