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MANIFESTAZIONE PDL/ Berlusconi "riapre" la campagna elettorale

Pubblicazione:domenica 24 marzo 2013

Silvio Berlusconi (InfoPhoto) Silvio Berlusconi (InfoPhoto)

«Siamo maggioranza del Paese. A Bersani è stato dato un incarico precario. È passato più di un mese, dite a Bersani che non ha vinto le elezioni». Non si direbbe il miglior modo per tendere la mano all’avversario. Eppure, Berlusconi ha condito il suo intervento di ieri, nel corso della manifestazione del Pdl, con numerosi attacchi continuando, contemporaneamente, a invocare un governo Pd-Pdl. L’alternativa, ha scandito, sono le elezioni anticipate. L’ex premier, dopo essersi detto convinto che ciò che muove la sinistra sia esclusivamente l’odio nei suoi confronti, ha rivendicato nuovamente la scelta del prossimo capo dello Stato. Dovrà essere annoverato, cioè, tra i moderati. Abbiamo chiesto a Fabrizio Rondolino, giornalista e scrittore, qual è la vera strategia di Berlusconi e del Pdl.

 

Cosa emerge dalla manifestazione di ieri?

Anzitutto, una contraddizione che, nel caso di Berlusconi, non è infrequente. Spesso, le sue proposte da “Statista”, sono contornate da un linguaggio da capopopolo. Credo, in ogni caso, che si sia convinto che le elezioni siano prossime e che l’alternativa non possa essere un governo di larga convergenza.

 

Cosa, allora?

Probabilmente, crede che, in fondo, Bersani abbia qualche chance di riuscire nella sua impresa. Dunque, si prepara a cannoneggiare con tutte le armi a disposizione. Si è attestato, cioè, su una linea di opposizione all’eventuale governo del centrosinistra, nel’ipotesi che, in ogni caso, duri bene poco. Ha acceso, quindi, i motori per la campagna elettorale.

 

E’ possibile che stia cercando di minare il terreno da sotto i piedi al leader del Pd nell’eventualità che Napolitano scelga qualcun altro al suo posto?

Napolitano, dando l’incarico a Bersani, ha effettivamente delineato non tanto i connotati di un governo Bersani, quanto, piuttosto, di un governo istituzionale guidato da un personaggio quale potrebbe essere il presidente del Senato Pietro Grasso. Si tratterebbe di un governo supportato, probabilmente, da una ristretta maggioranza che, tuttavia, sarebbe allargabile anche al Pdl per fare le riforme. Ebbene, non sono convinto che Berlusconi sia intenzionato ad appoggiare un’opzione del genere. E’ pur vero che, normalmente, il leader del Pdl dispone sempre di una serie di carte da giocare e solo all’ultimo decide quale strada imboccare realmente.

 

Quale imboccherà?


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