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BEPPE GRILLO/ Alta velocità e Corridoio 5: il binario morto dell'Italia

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Dopo la visita dei parlamentari M5S al cantiere di Chiomonte della linea Torino-Lione, il dibattito sull’alta velocità prosegue sul blog di Beppe Grillo. Andrea De Benedetti e Luca Rastello, autori del libro “Binario morto-Alla scoperta del Corridoio 5 e dell’Alta velocità che non c’è”, firmano infatti il nuovo post comparso di recente. Il cosiddetto Corridoio 5 fa parte di quei 10 corridoi paneuropei che rappresentano le vie di comunicazione dell'Europa centrale e orientale, le stesse, però, che a causa della crisi economica hanno subito numerose modifiche riduttive. Proprio il Corridoio 5, infatti, che doveva andare da Lisbona fino a Kiev passando per la Torino-Lione, nel marzo 2012 è stato ridimensionato con l'esclusione del Portogallo e dell'Ucraina, diventando un corridoio Mediterraneo. “Le uniche due linee al mondo a alta velocità in attivo sono la Tokyo-Osaka e la Parigi-Lione”, si legge sul blog di Beppe Grillo, “tutte le altre linee resto sono in perdita. Tanto è che su grandissime parti del cosiddetto Corridoio 5 l’alta velocità non è neanche prevista, per esempio dopo Brescia non è previsto niente, non c’è neanche un progetto provvisorio per raggiungere il Veneto, che il progetto di alta velocità sul Friuli è miseramente fallito e controllato, addirittura che il collegamento legato al corridoio 5 con la Slovenia è stato interrotto per ragioni diplomatiche e non verrà ripreso nel dicembre 2011, è partito l’ultimo treno da Trieste in direzione Lubiana”. Andrea De Benedetti e Luca Rastello iniziano dunque una sorta di conversazione: “Insieme – spiegano i due - abbiamo fatto un viaggio molto strano, ci sembrava una idea banale e invece è stato una fonte di sorpresa e di scoperte veramente imprevedibili, sulla linea di terra che dovrebbe nei sogni dei fautori dell’alta velocità collegare Lisbona a Kyev, quello che è stato chiamato nel 1996 corridoio 5, oggi corridoio Mediterraneo, ma costituisce un po’ il mito di fondazione e di giustificazione di tutti le grandi previsioni di investimenti sulle infrastrutture a alta velocità”. “Non solo, aggiungiamo il fatto che è impensabile fare viaggiare le merci e i passeggeri sugli stessi binari, i passeggeri a alta velocità e le merci a velocità media, perché si creerebbero degli ingorghi, intasamenti, memorabili. Sarebbe un suicidio logistico imperdonabile”, spiega De Benedetti, mentre Rastello aggiunge che “oltretutto tutti gli investimenti sono sulle tratte e non sugli snodi, un paradosso abbastanza delicato, ma che può essere riassunto con un esempio e che l’investimento sulle tratte, perché diventino tratte a alta velocità aggrava, è quello che si può immaginare pensando a una autostrada velocissima con una sola porta di uscita, tutto quello che si guadagna in velocità sulla tratta si perde nella coda mostruosa che si viene a creare per l’intasamento del casello e purtroppo la politica che si sta facendo là dove si parla di tratte a alta velocità non prevede nulla sugli snodi!”.



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