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BEPPE GRILLO/ La prima sfiducia a Bersani arriva dai "grillini Usa"

Bersani, afferma GIUSEPPE PENNISI, è considerato espressione di un ceto politico logoro, non privo di doppiezze e ambiguità. Grillo, quantomeno, rappresenta l’avanguardia tecnologica

Pier Luigi Bersani (Infophoto) Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Gli Stati Uniti, con una nota ufficiale, “auspicano” che l’Italia abbia presto un Governo solido. Sempre da Washington - a pochi passi dalla Casa Bianca - arriva il monito del Fondo monetario internazionale: “La situazione politica italiana è motivo di incertezza, e di preoccupazione, per l’economia internazionale”, afferma un passaggio dell’ultimo World Economic Outlook quale anticipato dalle agenzie. La settimana scorsa, in un liceo romano, l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia ha pronunciato alcune parole che sono state interpretate, a torto o a ragione, come un gesto di simpatia nei confronti del M5S (Movimento Cinque Stelle - gli americani adorano le sigle). Dopo qualche giorno, l’imbarazzante vicenda dei nostri marò ha avuto una svolta con un ritorno in India che, secondo il Palazzo, sarebbe stato pilotato dal Dipartimento di Stato ed è foriero di noie più per PLB (Pier Luigi Bersani) che per l’ormai accantonato (per il momento) MM (Mario Monti).

In breve, questi segnali sembrano voler dire che PLB non ha neanche un mezzo “amico americano” mentre BG (Beppe Grillo) ne ha numerosi. Gli amici americani - sembra - contano ancora. All’interno e all’estero. Cerchiamo di spiegare perché in base alle conoscenze che si hanno per avere studiato a Washington e averci vissuto 15 anni e per essere in stretto contatto con “amici americani” di una vita. 

Da un giro di conversazioni, si può dire che si tratta di due fenomeni molto distinti. In generale, l’America che conta - Foggy Bottom (il quartiere dove ha sede il Dipartimento di Stato), Langley (l’indirizzo della CIA), il Pentagono e Wall Street - vede in PLB l’espressione di un ceto logoro che negli ultimi vent’anni si è dato come unico obiettivo politico quello di annientare il proprio avversario, tralasciando i veri problemi del Paese, specialmente l’adattamento al nuovo contesto internazionale. Essendosi posto solamente questo scopo in modo monotematico, PLG e i suoi stretti associati hanno effettuato passi che preoccupano molto gli americani, quali quello di tentare di fare dichiarare ineleggibile l’avversario, pur eletto da svariati milioni di italiani, e di minacciarne l’arresto. «In Italia - afferma un alto dirigente del Department of Commerce - si respira aria di “processi di Mosca”; ciò spiega perché con l’eventualità di un “Governo PLB”  imprese e finanza Usa si stanno preparando a lasciare il Paese».


COMMENTI
25/03/2013 - situazione politica (patrizia sada)

la grave crisi finanziaria dovrebbe rendere più responsabili i politici, anche quelli del cambiamento( i grillini), se non si mettono in gioco dimostrano di voler affondare l'Italia e tutti gli italiani