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GOVERNO(?)/ Fassina (Pd): ecco perché una maggioranza con Berlusconi è impossibile

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 25 marzo 2013, 12.39

Stefano Fassina (Infophoto) Stefano Fassina (Infophoto)

Bersani dovrà scervellarsi per trovare una maggioranza tale da convincere Napolitano a mandarlo in Parlamento a chiedere la fiducia. Senza numeri garantiti, il capo dello Stato obbligherà il leader del Pd e rinunciare. Impresa ardua, dato che Grillo si ostina a dire no, mentre al Pdl, che sarebbe disponibile ad un accordo di governo, è il Pd che continua a dire no. Non tutti.  Graziano Delrio, per esempio, presidente dell’Anci piddino e renziano, intervistato da Repubblica, ha dichiarato: «pronti al governo di scopo con il Pdl, non è il momento di fare i capricci». La cosa non è andata giù all’onorevole Stefano Fassina che, su Facebook, ha reagito duramente, scrivendo: «E' grave che, in ore decisive per la costruzione di un governo adeguato alle sfide di fronte all'Italia, una parte del Pd intervenga per indebolire il tentativo del Presidente incaricato Bersani prospettando una possibile maggioranza con il Pdl per un Governo del presidente». Cosa sta accadendo all’interno del Pd? Lo abbiamo chiesto direttamente a Fassina.

 

Perché accordarsi con il Pdl sarebbe così grave?

La prima ragione è politica. La direzione del Pd ha approvato all'unanimità la proposta di Bersani di fare un tentativo che escluda un governo assieme al Pdl. Si tratta, quindi, di una questione di coerenza con quanto abbiamo votato. La seconda ragione - quella alla base della presa di posizione della direzione - entra nel merito dell’ipotesi: dalle elezioni, nonostante l’eterogeneità del voto, è emersa una richiesta di cambiamento sul terreno della moralità pubblica e della politica economica. Un governo che abbia il supporto di Berlusconi, non è nelle condizioni di poter rispondere a tali esigenze di cambiamento e rinnovamento.

 

Lei ammetterebbe, come ha fatto Fioroni su queste pagine, una collaborazione sul terreno delle riforme?

Che le riforme istituzionali si facciano assieme è implicito in qualunque democrazia, così come scrivere insieme le regole del gioco includendo in un percorso condiviso anche la scelta del garante di tali regole, ovvero il presidente della Repubblica. Credo, infatti, che la sua elezione dovrà essere condivisa dal numero più alto possibile di forze politiche. Del resto, Napolitano, nel discorso in cui ha conferito l’incarico a Bersani, pur riconoscendo la difficoltà di un governo di larghe intese, ha indicato nelle riforme il contesto delle convergenze.

 

Chi e quanti sono quelli che, all’interno del Pd, stanno cercando di indebolire il tentativo di Bersani?


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COMMENTI
25/03/2013 - La lezione (mario schi)

Sentire un PD che parla di corruzione non si può che rabbrividire. L'unica legge possibile per loro (comunisti) è quella per i nemici (Berlusconi) la di morte e per gli amici (Penati) la santificazione. Basta vedere quella anticorruzione che hanno votato tutti i PD l'anno scorso senza eccepire alcunchè e di buona lena. Se questo è il loro modo di governare: scappiamo!

 
25/03/2013 - Ci sono andato anch'io (Giuseppe Crippa)

Anche a me ieri sera mia moglie ha chiesto di ritirare i nostri risparmi. Oggi ho fatto un salto in banca ed ho visto che i miei BTP e le mie azioni si stanno rivalutando: probabilmente il mercato non dà molto peso a Fassina.

 
25/03/2013 - vado in banca (Claudio Baleani)

Ieri sera mia moglie mi ha chiesto di ritirare i nostri risparmi. Mi sono fatto una risata. Adesso che leggo Fassina ci faccio un salto. Ho due figli.